PANACEA: “SOLTANTO VIVERE DI TE”

Con un videoclip girato fra Portovenere e L’isola Palmaria, arriva il nuovo singolo di Panacea, al secolo  Francesco Tartarici. Classe 1974, panacea  inizia a scrivere canzoni all’età di 15 anni, esibendosi anche nei locali della sua città natale, ossia La Spezia; da lì, in poco tempo, il cantautore diventa non solo corista, ma anche autore di diversi brani di Alexia nell’album ” Gli occhi grandi della luna” e ” Stars” . Corista anche di Max Pezzali, con cui partecipa al tour  “Time Out”, dopo la tragica scomparsa del padre panacea avverte l’esigenza di scrivere per se stesso, dando libero sfogo alle sue emozioni e al suo vissuto. Nel 2015 comincia quindi il lavoro di pre- produzione e produzione dei brani inediti e del progetto Panacea Sound, l’etichetta con la quale ha anche pubblicato l’attuale singolo in promozione. Il titolo è “SOLTANTO VIVERE DI TE” e si tratta di un brano che dal punto di vista musicale ben rappresenta l’orizzonte musicale, ma anche mentale di Francesco. Un rock nudo e crudo, vicino all’underground italiano, ma non distante dal filone pop–rock che circa dieci anni fa infestava anche le radio di flusso, un tuffo nel passato per gli ascoltatori più nostalgici ma uno sguardo anche al presente e al futuro, per cercare di valorizzare tutto quello sfondo rock e lo stile che gli è connesso, per non dimenticare le radici e gli splendori di un genere che in Italia ha dato e continua a dare un grande seguito. Ma uno sguardo soprattutto nei risvolti più nascosti del cuore di Panacea: “Mi piacerebbe poter dire che rimani solo un ricordo, che per te non provo niente…” lo sforzo immane di chi cerca di porre un confine tra quello che è stato è quello che è …Non c’è qui la volontà di dimenticare, altrimenti non si parlerebbe nemmeno di ricordo, quello che sta tentando di fare Francesco, con tute le sue forze è di porre una svolta, ricercando dentro se stesso quella forza, per non poter vivere soltanto di qualcuno o qualcosa per cui forse ora non vale più la pena ….Il contare solo su stessi, senza per questo sentirsi incompleti…Eppure “Sei tu che tieni un cuore al guinzaglio….”: non siamo sempre noi a dare una direzione al nostro percorso, talvolta qualcosa  di cui vorremo liberarci, ci tiene legato a sé…

E questa volontà di tagliare i ponti con il passato si rispecchia nella stessa trama musicale: la chitarra elettrica risponde ad un basso che imperterrito, si sovrappone ad ogni battuta ma lasciando emergere la voce graffiante di Panacea, che tagliente si sincronizza a pieno titolo con la tutta strumentazione, in una perfetta sincronizzazione.

Sonia Bellin

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