“L’AMORE NON ESISTE” L’ULTIMO SINGOLO DEI MY ESCORT!!!

“L’AMORE NON ESISTE” L’ULTIMO SINGOLO DEI MY ESCORT!!!

Un titolo che risuona perentorio e che sembra quasi contraddire lo stesso andamento del brano… uno sviluppo musicale che riporta le controversie combattute del nostro stato d’animo,  Stiamo  parlando de “L’amore non esiste”, l’ultimo singolo dei My Escort: Alessio Montagna (tastiere e voce), Luca Agerde ( al basso) e dal 2014, alle chitarre,  Daniele Trevisan. Band formatasi nel 2010 e che fin dall’inizio si è contraddistinta per l’originalità e la cura dei dettagli prefigurando un percorso musicale sempre in ascesa. Tra diversi live e concerti, due sono i lavori in studio , l’antologia di  “Canzoni in ritardo” e “Parentesi Estive”; di quest’anno è invece  la pubblicazione dell’Ep L’amore non esiste”, contenente tre canzoni, tra cui il singolo precedente “Cosmopolitan”, il secondo estratto porta invece lo stesso titolo dell’album ed  è il secondo capitolo di questo progetto. Un brano che si discosta dai lavori precedenti della band vicentina, dove la concretezza delle immagini riportate dalle parole non si erige più a contrasto con il significato: se nel primo singolo  il cocktail  ci riportava direttamente alla “fatticità” di un momento di scambio sociale e quindi ad un’analisi su di esso, qui il percorso può risultare inverso: “L’amore non esiste”, un concetto astratto ma anche un’affermazione che non ha a che vedere con un punto di vista, ma che si ricollega alla sfera personale . Se la totale immersione di “Cosmopolitan” ci aveva permesso uno sguardo fermo e puntuale sulle relazioni umane, ora possiamo affermare che “l’amore non esiste” e visionare i cerchi concentrici che ci separano da questo centro vitale “dall’amore vero”. Parte quasi in sordina la musica, ogni nota  e la stessa voce di Alessio, sembrano adagiarsi delicatamente sulle parole del testo… Quasi si volesse sussurrare quello che si sta per dire, titubanti nel dichiarare uno stato d’emergenza sentimentale. Tuttavia poi emergono le certezze, una riscossa della ritmica tra le parole che si scaraventano sull’impulsività del flusso di pensiero; il tutto  con una cura pressoché maniacale degli arrangiamenti, un’abitudine ormai per i My Escort, in cui viene soppesata ogni più lieve piegatura sonora.

E se musicalmente i due brani si discostano uno dall’altro – artificiosità e commistione di generi nel primo, essenzialità e levigatezza nel secondo – il senso indagato è adiacente, anzi sembra esserci un filo conduttore che li lega, dove la paura di rischiare, l’incertezza di lasciarsi andare e di lasciare andare i propri sentimenti (Cosmopolitan), diventa presa di coscienza e allo stesso tempo di distanza, un coinvolgimento non totale capace di affermare “L’amore non esiste”.

“Amore siamo stanchi di te…Se penso alle partenze, montagne di promesse, di buone intenzioni, le condivisioni, e poi tanti saluti, montagne di silenzi…” L’aspettativa di un sentimento così travolgente che ci fa sembrare capaci di scalare montagne insormontabili, ma che una volta arrivati nella vetta, riscendendo sembrano confondersi con il resto del paesaggio pianeggiante…’Le promesse farsi silenzi’: quando la scossa dell’innamoramento ha esaurito la sua energia e l’entusiasmo non sa più  su quale parola puntare. Una storia che appena nata sembrava infinita “sperare sempre che ci sia, la persona giusta, quella che ti capisce che non ti ferisce”, ma poi la disillusione, la consapevolezza che “la lungimiranza forse è quella che manca…” perché quando si è presi dall’amore, tutto il resto sbiadisce, ma poi ancora una volta, ecco, sono di nuovo i suoi colori a sbiadire uno per uno. “Non è colpa mia se abbiamo solo una vita e la buttiamo via” forse a cercare quello che non c’è… ” parole che presagiscono la ferma constatazione di chi vede nell’ amore raccontato nelle favole, come un’idea pressoché “platonica”, che poi il mondo reale distorce con la sua volubilità.

Per quanto il timore di intraprendere un nuovo viaggio  in Cosmopolitan ci immobilizzava ancora prima di partire , in “L’amore non esiste” siamo già “in media res”, ma prima di proseguire guardiamo a quello che è stato, ancora una volta buttiamo un occhio al passato, cercando di proiettare davanti a noi il nostro futuro: “Allora lascia che vada se la mia strada non è la tua”.

E’ possibile guardarsi indietro, tuttavia scorgere il punto di partenza non è altrettanto semplice, ripercorrere a ritroso quella stessa strada per trovarne una che magari era in ombra, ma che ora sarebbe in grado di farci risplendere e di capire che l’amore esiste…

Sonia Bellin

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