IL NUOVO SINGOLO DEL RAPPER SIXTEEN

“LE BATTAGLIE PIU’ GRANDI SONO QUELLE CHE SI COMBATTONO NELLA MENTE”, è questa la frase che apre il videoclip ufficiale del nuovo singolo di Sixteen, nome d’arte del rapper Domenico Lovicario. Classe 1995 Sixteen esordisce nel 2013, quando pubblica il suo primo singolo “C’è da vivere” con Dydo degli Huga Flame. L’anno successivo esce invece il suo album di debutto intitolato “RITMO E POESIA”, a cui segue, nel 2015, “ANCORA MIXTAPE”, un progetto introdotto dal singolo “Solo per me” con Krossparallel alla videoproduzione e Fatmike alla produzione musicale. Dopodichè, Sixteen entra a far parte di un progetto di un’etichetta discografica torinese, da anni impegnata nella selezione di talenti in tutt’Italia al fine di lanciarli sul mercato musicale, con la quale a dicembre rilascia “DA ZERO“, il primo singolo in esclusiva per VEVO. Il 10 giugno 2017  pubblica invece da indipendente “TICTAC“, singolo che ha ricevuto un ottimo riscontro sulla sua pagina e che preannuncia un progetto completamente diverso rispetto ai precedenti. “TicTac” è disponibile solo su Facebook e farà parte di un nuovo EP, annunciato con “Io non posso fallire Freestyle“, traccia promozionale rilasciata due mesi dopo. Quest’ultima supera le 100mila visualizzazioni e permette al rapper di avvicinarsi ad un bacino di utenza più ampio, che lo spinge a continuare su questa linea. Dopo la  versione “remastered” di Ancora Mixtape con un master migliorato e 3 tracce bonus rispetto alla versione dell’anno precedente, il 9 marzo 2018 esce sul suo canale You tube “SONO DIVENTATO”. Ma arriviamo a questo fortunato 2019, in cui Sixteen, con una produzione musicale affidata a Fatmike, pubblica il singolo “Ipocondria” un brano che, come ha descritto Sixteen stesso nella pagina del video, condensa in 4 minuti tutto il vissuto di Domenico….Un vissuto ancora forse da metabolizzare, fatto di pensieri tra di loro in  contrasto e che, in modo irruento, colpiscono la mente di un giovane ragazzo, fino a fargli dire di avere “paura di se stesso”, di “come potrebbe reagire”: la mente di un essere umano è così complessa, che la nostra stessa coscienza non è sufficientemente in grado di cogliere cause e concause che ci portano ad un determinato comportamento: è lì che ci si accorge di quando il subconscio controlli il nostro essere, guidato dal nostro passato interiorizzato. In “Ipocondria” Sixteen fa un resoconto della sua vita, delle aspettative e delle delusioni, delle inquietudini e delle paure, ma ci sono anche le persone, momenti e luoghi immortalati come fotografie dentro la sua mente, “Aspetto qualcosa possa cambiare, ma non cambierò lo sai, se vivo per gli altri e per me mai”: il non avere la giusta forza interiore per affrontare le sfide quotidiane perché il peso delle aspettative oramai ci scaraventa a terra… Quel senso di attesa si rivela allora come una passività che dopo averci reso inermi, ci toglie anche la vitalità…si ha l’impressione che niente ruoti più dalla nostra parte, che tutto quanto ci sfugga, la sensazione di perdere il controllo…D’altronde, continua Sixteen “Neanche gli amici mi capiscono…Nessuno sa cosa ho passato, quanto questa vita si è presa….” Un prendere senza un ricevere, di chi forse anche agli altri ha dato tanto..si allora una rivincita..ma si ha paura che questa possa poi diventare l’ennesima falsa aspettativa. “ La voce mi spezza, la svolta che aspettavo ma non è questa, l’ansia di non essere all’altezza”.

Ecco che allora si fanno sentire quelle voci esterne… quasi fuori campo, che  anonime  gridano  cose come “Devi apprezzare le piccole cose per essere felice”,una frase che in un testo rap come questo, dove il linguaggio si presenta crudo e tagliente, può apparire denigratoria, eppure è li, in bilico tra un “sentito dire” un “se ci pensi è veramente così”…non sapremmo mai forse, la vera intenzione dell’autore, magari un semplice flusso di coscienza, congruo con la capacità di auto- analisi  e il senso comune,in ogni caso possiamo presagire da parte sua, un tentativo di risalita, un volersi commisurare con tutte le botte prese in faccia- comprese “le ferite e le cicatrici”- per disegnare un profilo diverso della propria vita… una mappa concettuale con cui orientarsi verso un futuro migliore, lasciandosi finalmente alle spalle il passato doloroso.

Sonia Bellin

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