RAP E NON SOLO: L’INTERVISTA A FABIEN

Uscito da pochi gironi con il suo nuovo singolo intitolato OLTRE, ritroviamo il

cantautore FABIEN, artista ormai di casa nei nostri circuiti radiofonici e nelle varie

testate di musica indipendente, dal momento che il suo non è un genere univoco, ma

a più voci e strumenti, capace di commistionare il rap con il con altri generi…

Ben ritrovato Fabien,

Iniziamo parlando proprio del genere e delle varie influenze musicale che

caratterizzano il tuo approccio alla composizione: tutta ha inizio con il freestyle, ma

ad un certo punto, c’è quasi un cambio di guardia…

Diciamo che è come quando vivi in una posto meraviglioso per molti anni. Dopo

un po’ conosci tutte le strade, i vicoli, i sottopassaggi, zone verdi, negozi etc, ma

con il passare del tempo arriva il progresso e modifica quello a cui eri abituato e

ti rendi conto che, per quanto continui a piacerti, non è proprio il tuo posto di

appartenenza. A quel punto senti la necessità di andare a scoprire altri luoghi e,

magari, dopo averne visti un po’, prendere un pezzo di terra e formare il tuo

posto. Sicuramente più piccolino, ma ricco di tutto quello che hai scoperto

appartenere di più a te grazie ai tuoi viaggi.

Ma OLTRE al genere, ciò che spicca ascoltando il tuo nuovo singolo sono le

parole, le quali sembrano concatenarsi l’una all’altra in una sorta di flusso di

coscienza…che cosa le lega insieme?

Diciamo che la canzone è divisa in due atti

il “primo atto” dà una panoramica sul punto di partenza: in mezzo alla

tempesta, abituato al caos, è la calma a far paura perché vuol dire restare da soli

con se stessi, pensare e guardarsi in faccia. Non è per niente facile, perché può

farti capire di essere diverso nella realtà rispetto a quello che credevi di essere

nella tua testa.

Nel “secondo atto” si scava dentro se stessi, “nella corteccia cerebrale”, e si entra

nel peggiore dei labirinti, sé stessi. E’ indispensabile, però, affrontarlo, perché è

solo imparando a capirci, è solo affrontando noi stessi che possiamo riuscire ad

andare oltre, oltre quella negazione che ci siamo auto imposti o che ci è stata

involontariamente imposta nella nostra infanzia, oltre quel dolore che

sotterriamo e che si ripresenta perché invece di affrontarlo tendiamo a

nasconderlo, oltre a qualsiasi situazione spiacevole che mettiamo in un angolo

sperando scompaia da sola .

Sogno ad occhi aperti per abbracciare tutti i miei vorrei

Perso nei silenzi l’ego si perde in tutti questi maledetti chi sei è una frase estratta da

OLTRE che ben descrive una forza di volontà spesso in contrasto con il nostro agire,

con le circostanze che, mentre inseguono la realtà, deviano dai nostri sogni e così ci

ritroviamo quasi costretti a comportarci non come vorremmo ma, dal tuo punto di

vista, si tratta anche di una mancanza di coraggio da parte nostra, la quale magari ci

impedisce di andare davvero OLTRE i nostri limiti…?

Non credo sia la mancanza di coraggio. Se proprio dovessi optare per la parola

mancanza, direi che secondo me è il tempo da dedicare a se stessi a mancare e

con questo non intendo il tempo per andare a fare shopping, in palestra, o altro;

intendo proprio il tempo di porsi le domande giuste e scoprirsi un po’ di più.

L’appello all’Ego, lungi dal richiamare in causa un’autoreferenzialità, risulta un

tentativo di conoscere meglio se stessi e quindi di superare certi ostacoli, infatti più

avanti canti “Troverò me stesso Perso dietro ad ogni no”, è possibile pensare che

dietro una negazione, dietro ad un rifiuto ci sia un’identità più forte?

Con quella frase intendevo dire che, superando la negazione, si può trovare

un’altra parte di noi stessi e che tutto quello che ci siamo negati inconsciamente,

probabilmente non è legato ad una nostra scelta ma ad una condizione dettata

da cultura, famiglia e affetti. Da piccoli, dai nostri genitori abbiamo appreso la

loro cultura (soggetta al luogo di provenienza ed epoca) ed abbiamo assimilato le

loro paure, i loro divieti, le loro sofferenze ed il loro modo di amare, che ci

accompagnerà per tutta la vita se non compreso, metabolizzato e capito.

Quando hai presentato il brano hai dichiarato che l’argomento principe è la

coazione a ripetere, e il tentativo di fuoriuscirne…ma che cosa ci spinge ad esserne

vittima?

Siamo vittima di quello che non controlliamo, ovvero l’inconscio, e di tutto

quello che vi si è depositato sopra, prima ancora di prendere coscienza di noi.

“Oltre” è il brano apripista di un album che vedrà prossimamente la luce..ti va di

darci qualche anticipazione a riguardo…?

Certo, ne sono felice.

Il disco conterrà 11 canzoni tutte diverse tra loro.

Ogni brano avrà la sua personale sfumatura, dettata dell’argomento dello stesso.

Sarà un viaggio tra emozioni e pensieri a cavallo di uno stile personale costruito

con entusiasmo e voglia di crescere per arricchire me stesso e l’ascoltatore.

Sonia Bellin

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora