E se i ricordi potessero parlare…chissà che cosa ci direbbero…quali sarebbero le risposte alle nostre domande, quali incertezze sarebbero in grado di cancellare, in modo indiretto, ma più che mai spontaneo…? Nel suo tulio singolo RICORDATI CHI SEI, Elle Black ha interrogato la sua memoria, cercando se stesso e la sua identità confusa.
Rapper tarantino nato nel 2002 Luigi Orlando, questo il vero nome dell’artista, inizia a 12 anni a scrivere canzoni. Le sue sono delle lettere che compone sporadicamente e che poi, assumono sempre più le sembianza di una canzone; merito di un poeta che intuisce da subito la portata dei suoi testi e i messaagi che le parole, possono apportare, raggiungendo le persone.
Serviva però un canale comunicativo efficace, chiaro diretto, che non si esaurisse in una parola scritta: quelle parole dovevano risuonare il più lontano possibile. Ecco che allora Luigi Orlando comincia a mettere in metrica quei versi, con il genere più in linea con le sue corde, oltre che con il suo stile, ossia il rap; un rap definito, scevro da ogni contaminazione con la trap o con i generi di nuova generazione e che potesse parlare a più gente possibile.. Nonostante infatti la giovane età, Elle Black sa il fatto suo e non piega il suo talento alle esigenze di mercato: va dritto per la sua strada, esprimendo soltanto le sue emozioni, le sue sensazioni derivate da ciò che vive, che osserva, in questo caso dal dolore. RICORDATI CHI SEI è infatti un brano che nasce da un momento di sconforto per il giovane rapper: la morte del nonno che lascia dentro di lui un vuoto enorme e che, la musica, permette di esprimere grazie alla possibilità di rifugiarsi nei ricordi. Ricordi confusi, come la prima strofa del brano, che ci accompagna a passo lento tra immagini sbiadite e non ben focalizzate, che nella seconda prendono pian piano colore, distinguendosi in un orizzonte indeciso, per poi nella finalmente, dipingere con colori lucenti la figura di un bambino che oltrepassando il cancello di scuola, intravede il suo caro nonno, fermo lì, a farsi memore del valore della vita.
Sonia Bellin
