Quasi 60 radio raggiunte in tutto il territorio nazionale, per un totale di oltre 90 passaggi in un solo mese: sono questi i risultati ottenuti in soli pochi giorni da Aldo Losito, cantautore pop- rock, molto attento ai testi e ai significati da questi evocati, come ben dimostra il suo nuovo singolo. Si intitola “L’URLO” e si tratta di un vero e proprio grido di indignazione contro i soprusi, la violenza e contro ogni tipo di disumanità. A suon di un rock liberato da un timbro graffiante, Aldo Losito spalanca davanti a sé le porte di una possibile rivincita personale, a cominciare dalla consapevolezza dei valori e dall’importanza di una presa di coscienza da parte di tutti. In modo spontaneo e senza alcuna retorica, Aldo cantautore lancia infatti una vera e propria campagna per i Diritti Umani, percependo l’urgenza di un auto-riconoscimento dei propri limiti e delle proprie potenzialità. Contro ogni tipo di indifferenza, ma soprattutto contro l’irrefrenabile pulsione autoreferenziale spesso travestita da ipocrisia, Losito espone le proprie ragioni per l’indignazione raccontata nel suo ultimo singolo. Lontano da ogni possibile enfatizzazione, Aldo ha realizzato per “L’urlo” un video scelto in stile cartoon, creato e diretto dal regista Fabio Caricato, il quale si è servito di elementi surrealistici, inserendo nello sceneggiato le animazioni di Pasquale D’amico per Mr. Klesha animation e le illustrazioni grafiche di Marco Sada. Pubblicato il 15 novembre su You Tube, “L’urlo” anticipa la pubblicazione del nuovo album la cui uscita è prevista per questo Dicembre. Un progetto che comprende 20 canzoni inedite, su cd, doppio vinile e che sarà disponibile in tutti i digital store del mondo e che vede Gabriele Errico ai credits della parte web.
Il disco, masterizzato a Nashville da Steve Corrau per Sage Audio Studio e mixato da Pasquale Aloia, lascia intravedere venature rock e colori d’autore, in uno scenario melodico tipicamente pop, dove si ravvisano salti nel tempo nella canzone d’autore americana.
Data la tematica del brano – a cui Aldo Losito ha lavorato per parecchi mesi senza tralasciare nemmeno un dettaglio delle provviste sonore incamerate grazie anche al team con cui il buon Aldo si è trovato a collaborare (tra cui Angelo Guagnano, e il maestro Sante Putignano) – anche un punto di riferimento del pensiero contemporaneo, il filosofo Sante Putignano, ha voluto dare il suo contributo alla valorizzazione del testo e del video de “L’urlo”, utilizzando queste testuali parole:
Spiaggia “libera”; momento di “pace”: l’ artista cerca a cuor leggero la sua ispirazione, passo dopo passo sulla sabbia. Solo chi cerca genuinamente, con disinteresse, viene raggiunto da messaggi oltre il tempo. Lì ad attenderlo, sul suo cammino in riva al mare, un vecchio libro giace in una sacca insabbiata. L’ artista lo raccoglie con cura e si trova tra le mani la preziosa pubblicazione di un antico diario segreto, scritto in epoca coloniale: testimonianze riguardanti razzie e brutali violenze consumate ad opera di malvagi malfattori. La sua mente viene risucchiata istantaneamente nel XVIII secolo: l’ Impero Coloniale imperversava indisturbato. Anime torturate del passato, che affiorano spiritualmente nel suo presente per ispirargli l’ URLO che condanna “…il grasso delle panze che ha coperto le coscienze…” La giostra delle sventure umane si manifesta su due piani temporali: il vergognoso dramma dei deportati razziali di epoca coloniale s’ intreccia col cocente fenomeno dei traffici contemporanei. Al centro l’ artista, che fraternizza con lo spirito guida: prima bambino di una tribù razziata e brutalizzata, successivamente adulto di una società dell’ inganno.«…hai paura di dormire, temi che sia solo un sogno…», gli rivolge la mano testimoniale. E così per contrapposizione, proprio durante i suoi passi sulla spiaggia “libera”, nel suo momento di “pace”, viene ispirato nell’ atto di immedesimarsi, lanciando l’ accorata scomunica ai potenti di ogni tempo, colpevoli della morte dei fratelli «…dentro un mare ingiusto e siate maledetti tutti..»
Sonia Bellin