I tempi potranno anche cambiare, così come le mode, le ideologie, noi stessi, i nostri corpi, ma c’è una cosa che nei secoli continua a persistere. Noi come i primi uomini, che su questa terra hanno iniziato a provare qualcosa dentro se stessi, a porsi domande, a esplorare i propri limiti, ecco esattamente come loro siamo in grado di ispirarci e trovare la spinta per stupirci e migliorare il mondo che ci circonda solo grazie al sorriso di chi amiamo e ci riscalda. É questa la sensazione che Marmo vuole farci provare, che mette in rima e che dedica a qualcuno di speciale o a chiunque abbia una persona nel cuore e può capire. Il vuoto di una vertigine, l’accelerazione di un aeroplano che ti comprime lo stomaco sono le emozioni di cui canta questo artista. Si muove leggero su delle sonorità che riportano alla memoria gli anni Ottanta di Paul Engemann. Immagino questo brano uscire in filodiffusione dalle casse di un bar sulla spiaggia. Gli avventori bevono i loro sciccosi drink mentre la melodia dal richiamo estivo li avvolge. La accolgono con la gioia e il trasporto che la canzone vuole trasmettere, ma ad un ascolto attento, meno superficiale, più intimo, magari nella propria stanza, con le cuffie infilate nelle orecchie, ecco lì si percepisce un significato più profondo. Sciacquata via la patina luccicante ne resta il desiderio di un artista, la speranza di un giorno nuovo che già nasce tra le mani che stringono altre mani. É lo spazio tra due battiti, un vuoto impossibile in un silenzio iperbolico, come l’idea che una sensazione possa perdurare per sempre. E lo farà, eccome se lo farà. Ora che le vibrazioni scaturiscono segnando indelebili sulla pietra la storia del suo cuore, questa realtà granitica resterà scolpita e visibile ben dopo il nostro tempo mostrando a tutti il percorso di Marmo in questa esistenza.

Alex Oliver Fabbro

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora