Abbiamo avuto modo di conoscerlo diverse settimane fa, quando Foschia, al secolo Enrico Cattò, pubblicava il suo nuovo singolo su un circuito radio di oltre 200 emittenti. Un brano intitolato “CRISALIDI” e che per questo, ci fa immediatamente venire voglia di scoprire qualcosa in più sulla genesi della canzone, sul perché un titolo così curioso e pregno di sensazioni evocative e che sembra rispecchiare perfettamente il nome d’arte scelto dall’artista. Un nome che appunto evoca percezioni ed immagini, immagini che riusciamo solo ad intravedere, perché velate da uno strato di dubbi, remore ed incertezze che perseguono quotidianamente il nostro stato d’animo: la Foschia che ci avvolge come un manto presso cui ripararci da quello che ci provoca terrore ed angoscia. Gesti e sentimenti che sono tipici dell’essere umano e che, i movimenti sospesi rilasciati dalla musicalità di “CRISALIDI”, ci fa provare sul momento, come se tutte le nostre paure emergessero dagli abissi. I tratteggi delle percussioni del brano ripropongono quel dualismo analizzato da Foschia, che incide le parole come pietre che scalfiscono le nostre delusioni… E allora ancora una volta ci troviamo a lottare, a rialzarci in piedi, a guardare negli occhi di chi non credeva ai nostri sogni, pensando a quel bruco pronto a diventare farfalla.

Sonia Bellin
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