Sulla scena musicale italiana a fare il suo ingresso è il giovane cantautore che solo pochi fa ha compiuto 26 anni.
Nato a Torino, Andrea Di Profio sta per presentare nelle radio un brano molto particolare, dove l’artista utilizza un pianoforte gigante, strumento che risalta in primo piano nell’incipit del pezzo, che poi esplode improvvisamente, come un vento primaverile sconfinante in un orizzonte illimitato.
La musicalità della “La Mia filosofia”, un brano con una presa ritmica crescente e di impatto immediato, sembra rincorrere un fiume in corsa verso un torrente, pronto a scagliarsi poi contro i frangenti di fervide indecisioni: quante volte nella vita ci capita di soffermarci troppo su alcune scelta, avendo la sensazione di possedere molto tempo per decidere, quando poi, ripensandoci, ci accorgiamo di come in realtà abbiamo disperso il nostro tempo proprio così, in continui ripensamenti…?
Mentre restiamo fermi sui nostri dubbi, il tempo scorre e ci ritroviamo magari poi, a rimpiangerlo inutilmente. Ma il tempo scorre anche nella ritmica stessa del brano, la quale non ripiega nemmeno per un attimo ad esitare, ma fluisce libera come vorremmo facesse la nostra forza interiore, a volte appunto impacciata.
Ecco allora come appare letteralmente straordinario il mood stesso del brano, creato da questa linea continua, dove le parole sembrano intersecarsi alla perfezione in ogni confine musicale e dove l’ascoltatore è obbligato moralmente a non fermarsi, rimanendo come ipnotizzato sino alla fine del brano.
Sonia Bellin
