MARCO LABBATE: IL NUOVO SINGOLO SI INTITOLA RIVOLUZIONE

La vera rivoluzione è dentro noi stessi… non è solo un modo di dire, ma uno spaccato della realtà di oggi, che ci invita a riflettere su di noi e sul nostro operato qui ed ora. Che cosa è veramente reale…? E che cosa è veramente importante…? A queste e a tante altre domande ha risposto Marco Labbate con il suo ultimo singolo, un brano che si rivolge prima di tutto all’essere umano interrogandolo sugli asoetti che davvero contano per lui e per la sua vita.

Il titolo del brano è non a caso “Rivoluzione e si tratta del nuovo lavoro di Marco Labbate, cantautore cremonese nato a Torino nel 1979 e che, a soli 14 anni inizia a prendere  lezioni private da un maestro di chitarra classica per quattro anni circa. Lezioni che poi, per motivi lavorativi, Marco è costretto ad abbandonare, ma che appena possibile, riprende, convinto che una passione come la musica vada coltivata con costanza ed impegno.

Verso i 15 anni, Marco inizia a scrivere le prime canzoni, dando vita poi a quello che diventa il suo primo album di inediti. Il disco, concluso nel 2014 prenderà il titolo di “Stella” e vedrà la collaborazione di due amici dell’artista: Bruno Bertelli e Sergio Franchi.

Da dicembre del 2019, dopo aver fatto parte come chitarrista di una band cover cremonese per ben otto anni, I Matyx, Marco riprende il suo progetto come solista, al quale sta lavorando anche in queste settimane. Ad anticipare il nuovo progetto di L’abbate ecco il primo singolo “Rivoluzione”, brano attualmente in promozione radiofonica e con un ottimo riscontro da parte del pubblico; per quanto riguarda le altre canzoni, invece, anche queste sono quasi tutte concluse e saranno presto disponibili sui canali dell’artista.

”Rivoluzione è una piccola riflessione in musica dei nostri tempi. Vuole far ragionare l’ascoltatore su cosa è veramente reale, e soprattutto cosa sia veramente importante nella nostra vita, e che a volte bisogna guardare in faccia la realtà, comprenderla e cambiare anche punto di vista delle cose. Pensare liberamente, aprire gli occhi e non aver paura del cambiamento.

E’ un atto di accusa non violento ma di riflessione forte sul nostro mondo e sulle nostre vite.” Dichiara Marco parlando del brano da cui il senso ribelle traspare già dall’impostazione ritmica e di cui il testo poi fa la sua parte, portando a riflettere l’ascoltatore sulle possibilità che abbiamo a disposizione.

Sonia Bellin

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