A distanza di dieci anni dal suo ultimo live, DJ SKANK , al secolo Alessandro Tosi, torna a comporre brani originali di cui è finalmente anche vocalist. Il suo progetto solista, di cui Tich Toch è stato il singolo d’esordio, propone una rielaborazione delle sonorità anni ’90 alla luce delle nuove sfide estetiche proposte dalle tendenze musicali degli ultimi decenni: una conciliazione fra lo stile energico del periodo post-grunge e la riflessività della tradizione cantautorale. Messosi alla ricerca di un’ibridazione fra grinta ed emotività il progetto solistico di Alessandro Tosi propone un’esoterica estrinsecazione di aspetti introspettivi senza mai rinunciare ad un’esplicita ironia.
Ed eccovi quindi un brano dove a partire dal titolo, abbiamo un incontrastabile taglio ironico che inquadra perfettamente lo stile musicale degli ultimi anni, adattandolo però ad un’impronta del tutto originale, la quale rifinisce angolature sonore di altri tempi.
Il nuovo singolo di Alesandro Tosi è un brano che scava nel profondo, frammentando e dissipando frasi e luoghi comuni per poi chiedersi che cosa spinga l’essere umano a soffrire tanto… Ma qui non si tratta soltanto di sofferenza…La quale in qualche modo sfugge all’interpretazione esaustiva del brano, per lasciare posto ad un’altra componente che ne confà l’essenzialità. A far da controparte come protagonista di questo esordio radiofonico da solista di Dj Skank, infatti, dall’altro lato, nascosta nell’ombra, ecco farsi strada la rabbia con i suoi sensi di colpa…Una rabbia che sembra sfidare le nostre stesse aspettative, tradite da una realtà a volte difficile da accettare. E allora eccoci qui, a dover fare i conti con scorza dura come quella di un’aragosta, la quale necessita di una certa accortezza per essere manipolata…Un po’ come la nostra mente che, quando si tratta di stati d’animo, difficilmente può rimuginare su stessa deviando da quel senso di rabbia per ciò che non si ancora trovato e, nel contempo, di dolore per quello che si è irrimediabilmente perduto. Tuttavia non ci fermiamo di fronte all’apparenza, davanti a questa corazza di colore vivo che ci attrae tanto ma che, al contempo ci spaventa, siamo in grado di andare oltre: quella stessa mente che, giocandoci brutti scherzi pare nasconderci la realtà delle cose, facendoci immaginare cose irrealizzabili, è poi in grado di mostrarci una miriade di altre possibilità, di modi di proseguire, di ricercare, di scoprire, senza fermarsi mai!
Sonia Bellin
