Soltanto pochi gironi di rotazione radiofonica e LOVE ME WITH ALL YOUR HEART, l’ultimo singolo di Francio Salina, pur nel periodo sanremese, è entrato di diritto nella classifica dei brani indipendenti, più trasmessi dalle radio italiane, raggiungendo numeri sorprendenti e, sorprendente è stato anche il riconoscimento che il pubblico ha tributato ad un artista come Francis Salina, un vero Self Made-Man, data la sua capacità di imporsi, ma soprattutto di imporre la sua interpretazione nel panorama musicale italiano. Si perché come lo stesso Francis afferma, questo LOVE ME WITH ALL YOU HEART, non è di certo un brano qualunque e richiede, di conseguenza, doti interpretative, oltre che tecniche, non trascurabili. Un compito che il professor Salina è riuscito a svolgere con la massima efficienza, dando prova di una timbrica eccellente, che oltre a perseguire la tensione vocale del cantante originale, ovvero Engelbert Humperdinck, ha saputo creare un circuito emotivo affine al sentimento della canzone e alla sua armonia musicale. C’ è poi da considerare il fatto che Francis, nell’accingersi in questo brano che ha fatto la storia della musica internazionale, è meritevole di aver fatto scoprire al pubblico italiano, un pezzo e un artista che, prima d’ora erano totalmente sconosciuti in Itali; nonostante infatti la fama mondiale di Engelbert Humperdinck, che in America ha avuto un riscontro simile a quello di Elvis, nel territorio italiano, non è mai entrato un suo brano, né tanto meno, nessun artista aveva prima di Salina, scelto di reinterpretarne uno. La riprova quindi, di un talento inequivocabile oltre alla grande intraprendenza che non lo ferma davanti alle sfide che il mondo discografico gli pone davanti , una sfida.…superata a pieni voti!!!
E andando “OLTRE” qualsiasi superstizione, esce oggi, venerdì 13 marzo, il nuovo singolo di Fabien, rapper che inizia il suo percorso artistico con il freestyle, per poi contaminarsi tra diversi generi musicali, fra cui il pop, l’elettronica, il soul e persino il funky. Dopo l’esperienza in una band, Fabien intraprende un percorso solista e pubblica così il suo primo album intitolato “Un’altra possibilità”, una vera e propria svolta verso la creazione di uno stile personale. Dopo “PREAMBOLO EP” e “PHABOLOOSE”, quest’ultimo registrato nel suo home studio, e dopo diverse settimane di rotazione radiofonica, proprio oggi esce in tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo “OLTRE”. Preludio al suo prossimo album, OLTRE tratta un argomento non poi così immediato e semplice, ovvero la coazione a ripetere; scavando in profondità dentro se stesso, quasi come farebbe uno specialista durante un’ analisi psicoanalitica, Fabien riesce ad andare OLTRE ogni sua paura, ogni oltre remora o dubbio, per acquisire, ad ogni passo, una maggiore consapevolezza di sé, del proprio essere e della propria identità. Un ‘identità che appare scolpita da un riflesso irremovibile, dall’incapacità di agire e di reagire e che invece, con il dovuto sforzo e impegno nel vedere sempre OLTRE le apparenze, con uno sguardo positivo perché pregno di speranza, rilascia poi la percezione di una forza interiore ineguagliabile. Ci capita spesso di nascondere “la polvere sotto il tappeto”, pensando di celare agli altri quello che siamo veramente, lo possiamo anche fare, ma non possiamo di certo nascondere a noi stessi, i nostri limiti, possiamo però OLTREpassarli, avere la convinzione che non sono insuperabili e che, dopo il temporale prima o poi anche le nuvole si diradano come le nostre paure….
Si intitola “PASSAMI IL BICCHIERE”, il nuovo singolo di Stefano Mordenti, in arte semplicemente MOR; cantautore, musicista, polistrumentista ma anche paroliere, MOR, dopo svariate esperienze live, brani composti con prestigiosi professionisti nel mondo della musica italiana, ritorna ora in studio di registrazione con un nuovo accattivante brano che farà il giro delle emittenti radiofoniche più in voga nel circuito radio indipendente.
“PASSAMI IL BICCHIERE” non è soltanto una commistione di generi tra loro molto diversi, tra i quali il rock, il trap, il pop, fino a tinte addirittura dark; PASSAMI IL BICCHIERE è anche una storia d’amore, dove però la trama non è mai stata scritta: non c’è destino, senso di conquista o rassegnazione…tutto è da giocare sul momento, scoprendo le proprie carte, che siano o no quelle giuste. L’ultimo singolo di MOR è infatti voglia di divertimento, di sapersi divertire in una realtà spesso inaccettabile, ma è anche desiderio di evasione…una via di fuga dalla quotidianità, senza però esserne travolti, ma solo predandoci gusto, a prendere quello che viene, per il verso giusto e se sbagliato, tentare di raddrizzarlo come meglio possiamo.
Se con “A PIEDI NUDI CORRI”, canzone dedicata alla sua bambina, MOR aveva messo in primo piano la delicatezza e la dolcezza, con parole tese a sottolineare il valore delle piccole cose, come la nascita di una figlia, qui l’artista, senza dimenticare i sentimenti, fa un excursus su quanto la vita faccia rima con la voglia di divertirsi: basta saper allineare il nostro umore con la spensieratezza, e possiamo davvero stravolgere ogni giornata all’insegna della felicità…
E’ iniziata pochi giorni fa la nuova promozione stampa di Domenico Lovicario, vero nome del rapper Sixteen che al freestyle e allo stile hip hop, ha saputo unire, lungo il suo percorso, vari generi e influenze, arricchendo alla sua impronta prettamente rap, ora suoni più morbidi vicini al pop, ora ritmi più perspicaci, che intersecano persino il rock. E’ questo ma non solo, l’ impressione che si ha, quando parte un pezzo di dietro l’altro, come capita in un video che il rapper di Altamura ha pubblicato nei giorni scorsi sul suo canale You tube ufficiale. Tra una fila di successi che hanno plasmato la sua carriera, in questo estratto svoltosi in occasione del Wall Ride 2019 International Street Culture Event, nei pressi nella sua città, Sixteen ci regala i suoi cavalli di battaglia, intervallati da alcuni momenti di puro freestyle. Ma che siano improvvisazioni sul momento, o brani conosciuti anche dal pubblico, ogni parola emessa da quel palco da parte di Sixteen, acquisce un’espressività unica, fondendosi con il dramma di chi vive pezzi frammentati di vita e la sensibilità nel affrontarli.
Il primo brano che Sixsteen ci fa ascoltare è IPOCONDRIA, il singolo pubblicato un anno fa e scelto per il nuovo lavoro in uscita il 29 marzo 2020. Giorno particolare, dal momento che si tratta del 25° compleanno di Domenico Lovicario e pensato appositamente come data di pubblicazione del suo progetto definitivo IPOCONDRIA EP il quale, rappresenta non solo le varie tappe di una vita rincorsa a proiettare fuori di sé le emozioni più autentiche attraverso la scrittura, ma anche il cammino stesso di un pensiero, di una presa di consapevolezza dei propri limiti, e delle proprie potenzialità.
Notizia sorprendente ricevuta poco fa: l‘ultimo singolo di Mary Mary, NON SI SA MAI, è già presente nella classifica dei brani indipendenti più trasmessi dalle radio italiane!
.Merito di un’ artista vera ed autentica come Maria Marino, in arte MARY MARY che, dopo “D’amore morirei” e “Maledetta benedetta”, ritorna a farsi sentire con un nuovo inedito, intitolato appunto, NON SI MAI. Un brano intriso di passionalità, una delle caratteristiche essenziali di Maria, quasi un marchio di fabbrica potremmo asserire, che riflette anche il suo approccio alla musica: il credere nelle cose belle che la vita ci propone, apprezzandole e sapendone cogliere il valore. Questo e molto altro sono i contenuti dei testi di Mary Mary, che non si esime mai dall’applicare alle sue canzoni, la poesia, attraverso un linguaggio semplice e diretto, alla portata di tutti. Se in “D’Amore morirei” il pretesto amoroso, rileva un certo attaccamento ad un sentimento per così dire, travolgente, quasi un annullamento della propria identità, in “Maledetta benedetta”, ma soprattutto in NON SI SA MAI, viene ribadita l’importanza, anche in amore, di essere se stessi, e, in particolare, viene ribadita l’importanza dell’essere donna, del ruolo femminile all’interno di una coppia. Maria Marino infatti è sempre stata un’ attenta osservatrice, nonché una valida sostenitrice dell’universo femminile nelle sue dinamiche e potenzialità. In un mondo in cui la prepotenza, l’egoismo e l’abbattimento del rispetto, imprigiona la fragilità, non solo femminile, Maria Marino si pone quasi come avvocato difensore delle minoranze e non solo nelle sue canzoni, ma anche in tutti i suoi progetti, tra cui il cinema i quali, grazie alla sua intraprendenza, le permettono di esprimere se stessa e le proprie idee.
Immediata e travolgente, spontanea e vigorosa, come un’onda in mare aperto, arriva la nuova canzone di Stefano Mordenti.
In arte MOR, Stefano è un cantautore da sempre appassionato di musica che immerso tra pop, punk e rock, a 16 anni inizia a suonare la batteria nella band messa in piedi assieme ai suoi amici storici. Dopo lo studio della chitarra, è la volta anche dal canto: l’artista prende lezioni con Bruno Sorelli, Tenore storico del Maggio Musicale Fiorentino, e a Laura Landi cantante e insegnante che partecipò al Festival di Sanremo nel 1985.
Nascono quindi i primi brani, di cui Stefano si occupa anche degli arrangiamenti, fino alla pubblicazione di MORPIN, un ep di 4 brani che Mor registra con la band omonima. L’ep -registrato e missato nello studio “Parsifal”- ”contiene notevoli collaborazioni, tra le quali, Gianluigi Cavallo “Cabo” (voce e chitarrista dei Litfiba dal 1999 al 2006), Pino Fidanza (ex batterista dei Litfiba e degli Scaramouche prodotti all’epoca da Cabo e da Carlo Barducci dello studio Parsifal), l’italo-brasiliano Sergio Paolucci(tastierista degli “Arion”) e del bassista Matteo Magrini. Nel Luglio del 2011 Stefano pubblica suo primo album da solista interamente auto prodotto dal titolo “MOR – Stefano Mordenti”, risale invece al Giugno del 2013 l’album successivo intitolato “Dove sono le tue risate”.
E’ l’inizio dell’estate 2018, e Mordenti registra il nuovo singolo A piedi nudi corri”, dedicato alla sua bambina, che l’artista compone grazie alla collaborazione di Fabrizio “Simoncia” Simoncioni noto musicista, arrangiatore , produttore e tecnico del suono collaboratore di artisti tra i più importanti a livello nazionale (tra cui Ligabue, Litfiba, Negrita) ed internazionale che nel brano suona la tastiera, i synth, cura l’arrangiamento, la registrazione e il missaggio. L’anno scorso, siamo circa ai primi mesi del 2019, MOR pubblica “Un altro viaggio” brano realizzato in collaborazione con musicista e produttore Italo-Olandese Dimitri Niccolai in arte TENEDLE.
Ma veniamo a questo 2020 e ai tanti progetti che attendono MOR: il 19 gennaio infatti, è uscito nei maggiori music store on-line “Passami il bicchiere”, ultimo singolo dell’artista che anticipa un album a cui MOR sta ancora lavorando e che ha già destato la curiosità di tutti…
La vastità dei generi che trapassano il nuovo singolo – frutto della collaborazione con importanti musicisti e con Marco Schuster Lastrucci al basso e Federico Mancosu alle chitarre- presagiscono infatti, un disco ricco di sfumature sonore e di ampio respiro musicale che sarà capace di catturare anche l’ascoltatore più distratto…Buon ascolto!!!
Si intitolerà “IPOCONDRIA EP” il nuovo progetto discografico di SIXTEEN, al secolo Domenico Lovicario nato ad Altamura il 29 marzo di 25 anni fa, e che intravede fin dal suo primo approccio alla musica, nel Rap, lo stile ideale a trasmettere le difficoltà e le contraddizioni della società e dei componenti che la creano. Da un modo pressoché schivo nel rapportarsi agli altri, nonché nel disagio derivato dall’essere incompreso o dal risultare incomprensibile, Domenico, sente che soltanto la scrittura lo può aiutare: quei pensieri affollati nella sua mente, frutto di un susseguirsi di constatazioni disordinate e contrastanti, prendendo la forma scritta si concretizzano e stabiliscono un certo criterio nel caos del suo rimuginare. La concretizzazione diventa un campo d’azione in cui Sixteen lotta non più contro se stesso, ma contro quei miraggi mentali, derivati da un’opinione confusa di sé e da lì, la musica, che serra queste parole in una metrica atta a contenerle, dà loro una forma, una traccia, che poi andrà a comporre assieme ad altre, una storia come quella narrata da “Ipocondria Ep”. Un disco che non a caso, Sixteen decide di pubblicare a 25 anni, un numero che è quasi come una linea di demarcazione di quella stessa traccia impostata dalla musica: come la scrittura si fa consapevolezza del nostro essere e pensare, la nostra vita, convenzionalmente, da questa età in avanti, diventa più consapevole, con proiezioni rivolte più al presente che al futuro. Certamente la musica di Sixteen ha ben poco a che fare con le convenzioni e con tutto quel sistema di agire per così dire “convenzionale”, lo stesso linguaggio scelto dall’artista, è per sua stessa definizione uno svincolarsi dalle regole imposte dalla società: il non fare quello che la gente si aspetta, l’agire secondo soltanto la propria indole, senza avere mai niente da dimostrare… Sono tutti strumenti che si intersecano in IPOCONDRIA EP, specialmente nella title track del disco, che ci porge un quadro quasi dissonante del senso di disagio interiore combattuto da Sixteen. Presente su You Tube anche con un videoclip ufficiale, la traccia che apre L’EP è la confessione forzata di una malattia inesistente, ovvero la diagnosi stessa di un disturbo interiorizzato e impossibile da dimostrare con sintomi prettamente fisici. L’appellarsi dell’autore alla paranoia, fa comprendere quanto il processo di ricognizione di sé, derivi da una costante e assidua analisi del proprio stato d’animo e del riflesso che questo può avere, nello manifestarsi presso gli altri, ma Sixteen prende tutte le precauzioni necessarie, ammettendo che spesso, non è tutto come sembra: “Mi fingo duro nei video se serve…ho solo questa voce, la stessa che tu giudichi ogni volta che mia ascolti”. Qui Sixteen si rivolge direttamente all’ascoltatore anticipando qualsiasi suo giudizio e legando la prima traccia alla successiva: “Sono fuori controllo parlo con me stesso e non capisco che se mi sto ascoltando mi nascondo dietro ad un volto che non mi appartiene” è una delle frasi più rappresentative di “Pilota Automatico”, la quale mette in luce quell’inerzia che adombrava l’essere se stessi. L’ombra non si è ancora estinta, dato che siamo solo all’inizio di un percorso teso a far luce su se stessi. Un percorso che anche l’ascoltatore riesce a compiere, avvicendandosi tra il proprio vissuto e quello del protagonista di brani che, traccia dopo traccia, disegnano una figura incerta ma convinta a farsi valere per quello che è. Dall’identificare la propria voce come un canale per farsi letteralmente sentire, IPOCONDRIA EP, scavando negli abissi profondi di un’anima contorta e sulle proprie ansie e paure, fa riemergere una figura fortificata, che nella lotta tra volere e potere, da una forza di volontà coatta, prende i valori umani e l’altruismo quale metro di misura di un valore inestimabile, che nemmeno la più instabile precarietà interiore può tentare di distruggere. Sonia Bellin
Siamo qui a tu per tu con il cantautore Marco Iantosca, che, per anticipare il suo nuovo album “TRA SOCIAL E REALTA’” ha scelto il singolo NON, una storia d’amore, d’amicizia…ma anche di fusione tra suoni e culture diverse….
Benvenuto Marco…
Innanzitutto spieghiamo al pubblico di ascoltatori la scelta del titolo, del tutto particolare…si tratta di una negazione, che però tende ad unire anziché disgiungere…giusto?
Sicuramente tutto il progetto mi ha dato la possibilità di sperimentare strade diverse da quelle percorse in precedenza . Per ciò che riguarda ”NON” ho lavorato su questa negazione e su semplici giochi di parole che alla fine stravolgono il significato da negativo a positivo. Era da diverso tempo che volevo cimentarmi in qualcosa del genere, e attraverso la semplicità ma anche a questo inusuale gioco di parole sono riuscito a parlare d’amore come non avevo mai fatto.
In apertura abbiamo ricordato di come il brano rappresenti una storia d’amore ma anche d’amicizia…. la genesi del brano è infatti derivata dalla relazione con tua moglie, mentre la produzione del pezzo e la registrazione stessa, sintetizza il rapporto di amicizia sancito con grandi musicisti del Venezuela…
Io credo che sia in primis una canzone sincera , “non studiata a tavolino” per ammaliare qualcuno , e che per la strana avventura che rappresenta sia un bellissimo traguardo . Sarei felice se questa “ storia d’amore” fosse di chi la ascolta ,anche se non la definirei esattamente una canzone d’amore classica.
L’amicizia dei i musicisti che hanno collaborato con me sia in Venezuela che in Italia ,ha contribuito a generare quell’empatia necessaria a centrare il focus , le nostre diversità ci hanno completato ed arricchito e potrete percepirlo in tutto il disco… una volta terminato!!!
Un viaggio tra l’America Latina e l’Italia questo, ma anche per certi versi, un viaggio tra le corde del cuore…tra le paure che scaturiscono a volte dai nostri stessi sentimenti….”Non voglio perderti” risuona NON a caso nell’inciso….
Dico spesso che la musica è un viaggio in generale… e infatti tra i miei sentimenti , le emozioni e le paure e quello in Venezuela i conti tornano!!! Il “Non voglio perderti” è uno dei messaggi più importanti che volevo veicolare . Molto spesso le paure (di cui parlo nella strofa) distruggono i sentimenti e dunque è sempre molto più facile lasciarsi andare e “perdersi” rispetto a continuare a lottare per qualcosa di ben più grande…dopotutto viviamo nei tempi delle storie di instagram!!!
Abbiamo accennato a questo progetto che ha coinvolto importanti musicisti in Venezuela….come mai proprio questo luogo….?
Oltre ad essere dei bravissimi musicisti sia Victor Paredes che Rolando Núñez sono per me degli amici fraterni con i quali abbiamo condiviso diverse esperienze determinanti. Basti pensare che quando eravamo in studio a registrare nel frattempo in Venezuela c’era una Guerra Civile purtroppo poco nota in Europa. La musica ci ha permesso di trasformare quella negatività in energie positive, mettendole a servizio di tutto il progetto. Il destino ha voluto che mia moglie fosse venezuelana e per questo sono stato lì diverse volte . Ho sempre amato sperimentare e un occasione del genere per un cantautore indipendente è più unica che rara…impossibile non tentare di sfruttarla!!!
Il tuo è un genere che ne raccoglie molti altri insieme, creando legami tra vari stili e influenze…il rap in particolare ha coinvolto questo brano…
Fondamentalmente cerco di esprimermi attraverso quello che mi piace , se facessi qualcosa solo per piacere agli altri avrei già smesso da un pezzo… L’idea è quella di proporre nei miei progetti tutto ciò che mi rappresenta , ma anche di avvicinarmi a generi sconosciuti. Grazie all’amicizia con il rapper Hot Ice ad esempio ho avuto l’opportunità di imparare moltissimo e la nostra collaborazione ha portato dei risultati che mai avrei pensato.
Il videoclip è stato girato a Venezia, una città d’arte di notevole suggestione….un fascino unico che attraversa la storia e c’è un legame anche indiretto con il brano: anche Venezia per secoli è stata un luogo di scambio e di incontri tra culture diverse…
Il videoclip è stato girato a Venezia dal talentuoso James D. Dawson ed è stato un ulteriore punto di forza per il brano e la sua storia in generale. Un viaggio partito da una cameretta qualche anno prima…dove iniziai a scrivere la musica che successivamente ha atteso per un po’ in un cassetto, fino a quando in maniera molto naturale ho iniziato a scriverci il testo e gli arrangiamenti ,poi il viaggio in Venezuela ed il ritorno qui in Italia tra le altre sessioni in studio e infine le riprese. Non a caso la scelta è ricaduta su Venezia…una città perfetta per cantare d’amore, ma anche in contrasto con le vene pop-rock di “ Non”. Per chiudere questo strano cerchio Venezuela significa proprio “ piccola Venezia” , sarà solo un caso?
Prima di salutarci…qualche anticipazione riguardo il nuovo album…ci saranno altri singoli estratti…?
Il nuovo album si chiamerà “Tra social e realtà” , sarà composto da 12 canzoni, due dei quali sono già uscite :“Non” e “La Compagnia dell’Indie” . L’obbiettivo sarà quello di dare luce il più possibile a ciascuna canzone ed esperienza . Ci saranno brani come sempre molto diversi tra loro , ma legati da un filo conduttore. Come ho già detto, questo progetto rappresenta qualcosa di molto raro per il panorama indipendente , viste le collaborazioni e la storia in generale (di cui per il momento conoscete solo una piccola parte).Proprio per questo mi auguro che riesca ad attirare l’attenzione che merita insieme a nuovi viaggi ed opportunità.
Siamo qui a tu per tu con il cantautore Marco Iantosca, che, per anticipare il suo nuovo album “TRA SOCIAL E REALTA’” ha scelto il singolo NON, una storia d’amore, d’amicizia…ma anche di fusione tra suoni e culture diverse….
Benvenuto Marco…
Innanzitutto spieghiamo al pubblico di ascoltatori la scelta del titolo, del tutto particolare…si tratta di una negazione, che però tende ad unire anziché disgiungere…giusto?
Sicuramente tutto il progetto mi ha dato la possibilità di sperimentare strade diverse da quelle percorse in precedenza . Per ciò che riguarda ”NON” ho lavorato su questa negazione e su semplici giochi di parole che alla fine stravolgono il significato da negativo a positivo. Era da diverso tempo che volevo cimentarmi in qualcosa del genere, e attraverso la semplicità ma anche a questo inusuale gioco di parole sono riuscito a parlare d’amore come non avevo mai fatto.
In apertura abbiamo ricordato di come il brano rappresenti una storia d’amore ma anche d’amicizia…. la genesi del brano è infatti derivata dalla relazione con tua moglie, mentre la produzione del pezzo e la registrazione stessa, sintetizza il rapporto di amicizia sancito con grandi musicisti del Venezuela…
Io credo che sia in primis una canzone sincera , “non studiata a tavolino” per ammaliare qualcuno , e che per la strana avventura che rappresenta sia un bellissimo traguardo . Sarei felice se questa “ storia d’amore” fosse di chi la ascolta ,anche se non la definirei esattamente una canzone d’amore classica.
L’amicizia dei i musicisti che hanno collaborato con me sia in Venezuela che in Italia ,ha contribuito a generare quell’empatia necessaria a centrare il focus , le nostre diversità ci hanno completato ed arricchito e potrete percepirlo in tutto il disco… una volta terminato!!!
Un viaggio tra l’America Latina e l’Italia questo, ma anche per certi versi, un viaggio tra le corde del cuore…tra le paure che scaturiscono a volte dai nostri stessi sentimenti….”Non voglio perderti” risuona NON a caso nell’inciso….
Dico spesso che la musica è un viaggio in generale… e infatti tra i miei sentimenti , le emozioni e le paure e quello in Venezuela i conti tornano!!! Il “Non voglio perderti” è uno dei messaggi più importanti che volevo veicolare . Molto spesso le paure (di cui parlo nella strofa) distruggono i sentimenti e dunque è sempre molto più facile lasciarsi andare e “perdersi” rispetto a continuare a lottare per qualcosa di ben più grande…dopotutto viviamo nei tempi delle storie di instagram!!!
Abbiamo accennato a questo progetto che ha coinvolto importanti musicisti in Venezuela….come mai proprio questo luogo….?
Oltre ad essere dei bravissimi musicisti sia Victor Paredes che Rolando Núñez sono per me degli amici fraterni con i quali abbiamo condiviso diverse esperienze determinanti. Basti pensare che quando eravamo in studio a registrare nel frattempo in Venezuela c’era una Guerra Civile purtroppo poco nota in Europa. La musica ci ha permesso di trasformare quella negatività in energie positive, mettendole a servizio di tutto il progetto. Il destino ha voluto che mia moglie fosse venezuelana e per questo sono stato lì diverse volte . Ho sempre amato sperimentare e un occasione del genere per un cantautore indipendente è più unica che rara…impossibile non tentare di sfruttarla!!!
Il tuo è un genere che ne raccoglie molti altri insieme, creando legami tra vari stili e influenze…il rap in particolare ha coinvolto questo brano…
Fondamentalmente cerco di esprimermi attraverso quello che mi piace , se facessi qualcosa solo per piacere agli altri avrei già smesso da un pezzo… L’idea è quella di proporre nei miei progetti tutto ciò che mi rappresenta , ma anche di avvicinarmi a generi sconosciuti. Grazie all’amicizia con il rapper Hot Ice ad esempio ho avuto l’opportunità di imparare moltissimo e la nostra collaborazione ha portato dei risultati che mai avrei pensato.
Il videoclip è stato girato a Venezia, una città d’arte di notevole suggestione….un fascino unico che attraversa la storia e c’è un legame anche indiretto con il brano: anche Venezia per secoli è stata un luogo di scambio e di incontri tra culture diverse…
Il videoclip è stato girato a Venezia dal talentuoso James D. Dawson ed è stato un ulteriore punto di forza per il brano e la sua storia in generale. Un viaggio partito da una cameretta qualche anno prima…dove iniziai a scrivere la musica che successivamente ha atteso per un po’ in un cassetto, fino a quando in maniera molto naturale ho iniziato a scriverci il testo e gli arrangiamenti ,poi il viaggio in Venezuela ed il ritorno qui in Italia tra le altre sessioni in studio e infine le riprese. Non a caso la scelta è ricaduta su Venezia…una città perfetta per cantare d’amore, ma anche in contrasto con le vene pop-rock di “ Non”. Per chiudere questo strano cerchio Venezuela significa proprio “ piccola Venezia” , sarà solo un caso?
Prima di salutarci…qualche anticipazione riguardo il nuovo album…ci saranno altri singoli estratti…?
Il nuovo album si chiamerà “Tra social e realtà” , sarà composto da 12 canzoni, due dei quali sono già uscite :“Non” e “La Compagnia dell’Indie” . L’obbiettivo sarà quello di dare luce il più possibile a ciascuna canzone ed esperienza . Ci saranno brani come sempre molto diversi tra loro , ma legati da un filo conduttore. Come ho già detto, questo progetto rappresenta qualcosa di molto raro per il panorama indipendente , viste le collaborazioni e la storia in generale (di cui per il momento conoscete solo una piccola parte).Proprio per questo mi auguro che riesca ad attirare l’attenzione che merita insieme a nuovi viaggi ed opportunità.
In uscita l’ultimissimo lavoro di studio del maestro ALESSIO GROSSI, celebre fisarmonicista dell’orchestra Matteo Tarantino, che fa il suo ritorno discografico con “LA PRIMA NOTA NON SI SCORDA MAI…”.
Pubblicato per Edizioni MUSICA ITALIA, il nuovo lavoro del virtuoso fisarmonicista, vanta la presenza di notevoli e raffinati inediti, scritti in collaborazione con alcuni tra i più prestigiosi professionisti attivi nel panorama musical italiano.
Tra un Paso Doble, un soffio di Valzer, una riverenza di Tango, Cumbie e Mazurke, l’ultimo disco di Alessio Grossi si propone come la colonna sonora perfetta per una serata di musica e di ballo. Grazie poi alla presenza di alcuni brani interpretati dal Maestro con gli arrangiamenti di Walter Losi ed Emanuele Rastelli, la compilation si arrichisce di eleganti sonorità, nonché di sperimentazioni innovative; tra il folk tradizionale italiano, radicato nelle cultura popolare del nostro paese, emerge infatti una ventata di novità, che strizza l’occhio alla musica leggera e a qualche risvolto appartenente al ritmo latino. 14 tracce strumentali che raccolgono le migliori realtà ballabili presenti in Italia, riverberando una fisarmonica pungente e goliardica, mai retorica, insinuata in arrangiamenti curati nei minimi dettagli ed espandibili in eventuali live. I titoli si susseguono legando le tracce a somiglianza di un quadro impressionista, dove ogni descrizione poggia su immagini evocate dalla musica e dalle movenze che essa richiama.