DA UN NOMIGNOLO L’IDEA DI UNA CANZONE: IL NUOVO SINGOLO DI GABRIELLA ATTARDO

E’ questa la storia di Gabriella Attardo o ,meglio del suo ultimo singolo intitolato appunto LA FUFFINNANA.

Dopo lo straordinario successo di CHOICE TO SMILE, infatti, fa il suo ritorno in un grande circuito radiofonico, Gabriella Attardo, cantautrice di grande talento e di notevole sensibilità, come ne è prova questo nuovo brano da diverse settimane in radio e, in concomitanza, la crescita di visite e di like che sta ottenendo la sua pagina facebook. Complice anche la professionalità di Alfonso Olivo, promoter e consulente musicale sempre sul pezzo che non perde di vista le opportunità più innovative  in serbo per gli artisti, Gabriella ormai ha un posto speciale in questo circuito, grazie soprattutto alla capacità di investigare l’anima e di trasporre le emozioni in musica.

Ma eravamo rimasti alla storia curiosa che lega il titolo e la concezione stessa del brano:il nomignolo che la famiglia dava al piccolo appena nato, Fuffino, mentre il papà era Fuffo e la mamma Fuffa. “Una canzone rimasta per un po’ nel cassetto” come la stessa autrice ha confessato in una recente intervista, mentre nel frattempo, si occupava della sorella del piccolo con il singolo precedente ovvero CHOICE TO SMILE. Due brani quindi,  pubblicati a distanza di tempo e molto diversi tra di loro, eppure legati dal desiderio di infondere pace e conforto e non solo ai diretti interessati ma a qualsiasi ascoltatore che, preso dalla dolcezza con cui Gabriella intepreta le canzoni, non può che rimanerne incantato. Nel caso della FUFINNANNA poi, non è solo il testo,  la musica, o  la voce di Gabriella a colpirci, ma le immagini del video stesse: il calore, la famiglia e la protezione rappresentata dalla protagonista stessa, ben coperta di vestiti, come simbolo di una corazza che impedisce alla negatività di toccare il bimbo; soltanto il bene, l’amore, devono  manifestarsi agli occhi del piccolo il resto, per il momento, va coperto. Una metafora semplice ma efficace per far comprendere il messaggio della canzone e approfondirla, reso possibile dal regista Giacomo Jack Geremia, il quale, ha saputo concretizzare il pensiero, le emozioni e il senso di una ninna nanna….

Sonia Bellin

MARCO IANTOSCA: “NON”

Non è solo una semplice canzone,  perchè è così che potremmo definire il brano, anzi come lo definisce lo stesso autore- Marco Iantosca- un passaggio da una modalità di scrittura articolata ad un approccio più essenziale, più semplice, dove le parole costruiscono concetti immediatamente riconoscibili. Del resto Marco Iantosca ha sempre amato miscelare varie influenze musicali, per creare un sound originale e in linea con la sua timbrica: una voce possente, con un’estensione notevole, capace di trattenere le note, facendole svettare e ritorcendole assieme alla cadenza melodica, pacata, raffinata, ma mai costante, con  una tonalità ben definita ma versatile. Tutto ciò è ravvisabile anche nel nuovo singolo, intitolato NON, che anticipa l’ultimo album dell’artista “Tra social e realtà”. Nel brano partecipa anche il rapper Hot Ice, il quale, dopo aver ascoltato il pezzo, ha deciso di aggiungere questa ciliegina sulla torta, creando un gioco di ruolo tra il genere pop e il rap. Ma Hot Ice non è il solo ad aver partecipato alla composizione del brano, per il quale infatti  Marco, si è avvalso anche della presenza di grandi musicisti Sudamericani. Il cantautore ama infatti ricordare quanto questo progetto abbia coinvolto tante persone, ognuna con il suo retroterra culturale, il suo mondo e il suo punto di vista, dando così, varie prospettive ad uno stesso sguardo.

Partito dall’Italia, Iantosca è arrivato fino in Venezuela, laddove, Al Vp Studio de Grabaciòn incontra   Victor Paredes (Tecnico del suonoe polistrumentista) e RolandoNúñez (chitarrista) . Per poi arrivare nuovamente in Italia, precisamente al Sound Design di Marco Ruggiero, dove il lavoro viene completato e missato e, finalmente… Ecco Venezia, scelta come scenografia per il videoclip ufficiale di NON, diretto da James Dawson, il quale, aveva girato anche il documentario che raccoglieva vari estratti delle registrazioni, immagini backstage, nonché simpatici aneddoti riguardo il progetto.

Un progetto che “NON” è solo una canzone per l’appunto, dal momento che, solo il luogo del Venezuela, ci fa capire quanto le vicende umane- in questo caso un  guerra civile di cui in Europa si parla in modo soltanto vago- si intersecano anche con la musica, con un modo di vedere le cose, il più profondo possibile.  Ma questa volta, Marco ha scelto la semplicità e il linguaggio diretto: molto meno complesso dei lavori precedenti, senza disdegnare un viaggio tra i generi, che arriva fino all’underground anni ’90 e, tra i dubbi emotivi, quella paura nascosta; le pieghe di un sentimento provato ma difficilmente esprimibile a parole…Ecco spiegato il motivo di questo titolo, così breve eppure di così ampio respiro. Anziché raccogliere la negazione, Marco ha voluto attenuare ogni estremo per cercare di trovare un equilibrio,  oltre che semantico, anche musicale, di modo che le varie sfaccettature emotive si bilanciassero tra di loro.

Sonia Bellin

INTERVISTA A FRANCIS SALINA

E rieccoci a tu  per tu con il Dott. Francis Salina, anche questa volta reduce da un grande successo non solo nazionale, ma mondiale, complice anche l’eleganza e la classicità di cui sono rivestite sempre le sue interpretazioni…

Lo abbiamo intervistato per parlarci dei suoi nuovi progetti per questo 2020 che si prospetta  essere un anno intenso per l’artista…

Ben ritrovato Sign. Salina

facciamo un attimo il punto..eravamo rimasti ad una rivisitazione di un brano celebre in tutto il mondo e la cui rivisitazione, da parte Sua, ha stravolto le radio italiane e internazionali….vogliamo ricordare qualcosa dello scorso anno agli ascoltatori ..tenendo presente i dati radiofonici?

Il primo brano mi piace in assoluto per la musicalità immediatamente folgorante, trascinante, insolita per le canzoni italiche, dove spesso si zappetta con gli strumenti, ed il cantante balbetta giusto per accompagnare il suono della tastiera. Poi interpretare il brano del uno dei più quotati cantanti al mondo ENGELBERT HUMPERDINK Il cui nome è iscritto fra quello delle celebrità della Hollywood Walk of Fame al 7000 Hollywood Blvda ed una statua nel museo delle cere di Madame Tussauds a Las Vegas, mi spinge a mettere in campo più qualità artistica. Gli addetti ai lavori dovrebbero chiedersi come mai in Italia non è stato mai invitato, e forse si chiederebbero ma chi è Francis che interpreta LOVE ME…. 

Dato l’ottimo risultato nel circuito internazionale, si è detto pronto a rimettersi in gioco, questa volta con ben tre reinterpretazioni….LOVE ME WITH ALL YOUR HEART, TUTTI FRUTTI e GUANTANAMERA…come mai la scelta è ricaduta proprio su questi brani…? Quale importanza rivestono all’interno della tradizione musicale e che cosa rappresentano dal suo punto di vista per gli eventuali ascoltatori…?

Guantanamera è una famosa canzone popolare con forti risvolti di equità sociale, di libertà pura. E’ questo il senso della canzone poter vivere in piena libertà di spirito e di fratellanza sociale. L’amore per la guajira Guantanamera in realtà nasconde la fratellanza sociale non senza sacrificio, la ribellione alla insofferenza della oppressione straniera, all’epoca spagnola

TUTTI FRUTTI in particolare, è un brano reso famoso inizialmente da LITTLE RICHARD nel 1955 e l’anno successivo da Elvis Presley.. il peso della tradizione è notevole, si ha a che fare infatti con  uno dei maestri non solo del rock ‘ n ‘roll, ma anche della musica in generale…uno che è stato il pioniere del rock in ogni sua sfumatura….quanto risulta difficile, anche se magari stimolante, confrontarsi con un personaggio come Elvis?

Il 3zo brano TUTTI FRUTTI l’avevo da tempo in mente, anche qui mi confronto indirettamente col grande Elvis…mi piacciono le sfide ! e vediamo cosa dice il pubblico radiofonico !

Giunge voce poi…che recentemente si è   esibito dal vivo, proponendo i suoi cavalli di battaglia ad un pubblico entusiasta…quanto è importante per un cantante, nonchè un interprete come Lei, il contatto  diretto con il pubblico?

Il contatto diretto col pubblico è fondamentale credo per ogni artista, è stata una bella serata accompagnata da qualche gag fuori programma, la serata

  Era importante, davanti ad oltre 1000 spettatori, il brano TAKE MY BREATH AWAY in inglese, amministratori comunali sindaco, assessori in prima fila, tutti entusiasti, unico cantante Giuliese invitato, mi avevano preceduto nelle date precedenti artisti affermati quali il gruppo salentino dei BOOMDABASH, LOREDANA BERTE’,etc

L’avventura con il circuito radio inizierà però con LOVE ME WITH ALL YOUR HEART una canzone accreditata al nicaraguense Rafael Gaston Perez, al cubano Mario Rigual e  all’argentino Carlos Manuel Martinoli. Un contributo alla diffusione del brano in tutta Europa  è stato reso poi possibile dai Los Marcellos Ferial, ma la versione che Lei propone è quella del 1970 cantata da Engelbert Humperdinck …quali particolari sintonie ha ravvisato nei confronti di questa versione…la quale è attualmente l’unica presente in Italia…?

Un po’ difficile rispondere, il modo mio di pensare alla interpretazione di un brano và al di là della semplice risultanza canora,  per intenderci a canticchiare sono capaci tutti, è quello che attualmente si sente per radio e TV nel 95% dei cantanti italici, in ENGELBERT ritrovo il fascino dell’espressione canora espressa con passione e sensualità, come piace a me. L’INTERPRETAZIONE INTESA COME UN DONO D’AMORE, ed io ci ho provato, poi sarà il pubblico a giudicare.

INTERVISTA A STEFANO VIRGA

Abbiamo scrutato per bene e analizzato il nuovo album di Stefano Virga, cantautore siciliano che dopo una intraprendente gavetta da dj, decide che la musica a 360°, doveva far parte della sua vita. Ma andiamo a scoprire un pò di più sul suo conto..la sua carriera..le sue canzoni..attraverso questa intervista…

Benvenuto Stefano…

ascoltando il tuo nuovo album si desume quanto l’osservare da vicino ciò che ci circonda, ci pone dinnanzi anche alle nostre emozioni più intime, permettendoci di conoscere meglio noi stessi, e quindi anche chi ci sta di fronte…quanto uno sguardo, dal tuo punto di vista…giusto per fare un gioco di parole, risulta rivelatorio dell’anima di una persona?

Credo che lo sguardo di una persona sia molto rilevante per capire quello che sta accadendo nella sua testa e, a volte, riesce persino  a rispecchiare le emozioni che quella persona prova in quel momento

Detto questo, quanto il saper guardare da tutte le prospettive possibili, oltre che il saper ascoltare, può essere la chiave per meglio interpretare i nostri sentimenti e quelli altrui?

Immedesimarsi in una persona e guardare quello che sta provando  è un qualcosa che sicuramente non ci può fare nient’altro che bene come essere umani  e ritengo che sia un qualcosa di fondamentale nel lavoro di cantautore. A mio parere chi canta e scrive canzoni deve essere un po psicologo e un po ladro, sia perché deve capire quello che gli altri stanno passando sia perché deve riuscire a integrarlo nelle canzoni e a renderlo suo

 Soffermandosi per un attimo al titolo dell’album GUARDANDO, che risulta anche la parola guida di ogni traccia, notiamo come gli occhi siano la forza portante del tuo mondo, tenendo conto che si tratta di canzoni, e quindi di un “saper ascoltare” oltre che osservare… che cosa secondo te..lega così bene le due cose? 

Credo che siano due situazioni che vanno di paro passo, perché la musica va legata alle parole come le parole vanno legate alla musica, li nasce la magia della canzone e il trasmettere alle persone ciò che stai provando 

Dal tuo album di esordio del 1986, fino a questo, quanto è cambiato Stefano Virga? C’è stato un percorso evolutivo personale, oltre che a livello di sound?

E’ inevitabile che io sia cambiato, andando avanti con il tempo tutti cambiamo, e anche l’approccio con la musica cambia per via dell’esperienza maturata e di nuove esigenze creative che vanno piano piano a presentarsi

L’ultimo singolo “Guardando” è anche la tracklist dell’album, ma c’è un brano in particolare che ha attirato la mia attenzione, ovvero “C’è sempre un motivo”, un brano che credo nella parte lirica, rivesta un significato molto profondo…

Hai ragione, è una canzone molto particolare e a cui sono molto legato. Penso che chiunque possa rispecchiarsi in questa canzone poiché parla della stima che abbiamo verso noi stessi e del rispetto verso le altre persone ed è questo il motivo che mi ha spinto a scriverla.

 “Il gioco della vita” sembra essere la conseguenza di quanto intravisto in TU SEI e poi osservato in GUARDANDO..a dimostrazione di come lo scrutare la vita e i suoi passaggi possa talvolta allontanarci dal viverla, ma, al tempo stesso, farci riflettere su di noi…

La riflessione su noi stessi è fondamentale, ci aiuta a capire dove sbagliamo e allo stesso tempo ci aiuta a correggere il nostro comportamento qualora sia sbagliato. Ciò che penso è che anche se la vita ci butta giù e ci ferisce è nostro dovere rialzarci, fasciarci le ferite e continuare a vivere.

Prima di salutarci..qualche aneddoto da ricordare…progetti in cantiere…?

 Sicuramente continuerò a fare musica, perché è una passione che mi porto dietro da quando ero ragazzino, mentre per quanto riguarda progetti più prossimi io e i ragazzi con cui ho suonatore disco  ci stiamo accordando per delle date  in cui  organizzare dei concerti. 

Sonia Bellin

IL RITORNO DI FRANCIS SALINA!

Dicesi rapito dalla musicalità folgorante del brano che lo vedrà protagonista, ancora una volta, nelle vesti di interprete,  Francis Salina ritorna sugli scenari radiofonici per interpretare uno dei cantanti più quotati cantanti al mondo, ovvero ENGELBERT HUMPERDINK Il cui nome è iscritto fra quello delle celebrità della Hollywood Walk of Fame.

 Il brano in questione è LOVE ME WITH ALL YOUR HEART una canzone accreditata al nicaraguense Rafael Gaston Perez, al cubano Mario Rigual e  all’argentino Carlos Manuel Martinoli e di cui un un grande contributo alla sua  diffusione, è stato reso possibile nella versione del 1962 dai Los Marcellos Ferial, trio italiano che, per motivi meramente commerciali, si fingeva messicano. Tuttavia, quella intrapresa da Francis è una sfida con la versione inglese, cantata appunto  da Engelbert Humperdinck nel 1970, l’unica in italia. Sarà il primo di tre brani, e quindi tre interpretazioni proposte da Francis in un circuito radiofonico internazionale e che darà all’artista l’ennesima occasione di farsi conoscere dal grande pubblico. Ma se parliamo di pubblico non possiamo non accennare alla maestranza di Francis dal vivo, dove ampio spazio è dato alla professionalità, alla tecnica, nonché alla immedesimazione emozionale che Salina riesce ad applicare alle sue interpretazioni. Del resto abbiamo a che fare con un artista che, oltre a volersi confrontare con i big della musica internazionale- proponendo versioni classiche ma innovative, dove l’eleganza riveste ogni piega vocale e strumentale- cerca di educare il suo pubblico alla musica, ma soprattutto al gusto per la buona musica. Le scelte non sono mai casuali ma, frutto di una selezione che va a rispolverare gli angoli più nascosti della tradizione, da cui affiorano le perle più rare, e quindi più preziose. Ed è proprio lì, tra i classici che risiede la storia e quindi la memoria. Racconti di vita, di guerre, di lotte  per l’indipendenza, ma anche di pace, fratellanza, solidarietà, sentimenti e valori troppo spesso trascurati e che la musica, in quanto forma d’arte, può in qualche modo tenere vivi in noi..se siamo in grado di ascoltare…

Sonia Bellin

TOZ ANTONIO PIRETTI TRA I BRANI PIU’ TRASMESSI DALLE RADIO

Il grande riscontro riscosso dal singolo di apertura di THREE, nuovo album in uscita nell’ormai vicino gennaio 2020, ci porta all’attenzione di un artista che, nel suo intento stilistico è stato capace di concepire un ‘impronta musicale di notevole respiro internazionale, grazie soprattutto alla volontà di allargare i propri confini nel senso preciso del termine…stiamo parlando di Toz Antonio Piretti, del suo ultimo progetto discografico, ma soprattutto del brano pubblicato nelle radio italiane ormai da diverse settimane.. Non si tratta però di un brano qualsiasi , in quanto in questa canzone l’artista, ha voluto racchiudere una dedica speciale a sua figlia, legando il bene e l’amore a lei riservato al valore e al calore del Natale; “My angel your always”infatti, racchiude non solo i sogni dell’infanzia, ma gli stessi sogni che la musica è capace di donarci, come quello di un presente a Natale…un presente che è forse il tempo stesso che vorremmo rivivere ogni volta che la tristezza si affaccia alla nostra finestra e che noi possiamo oscurare con tende ricamate di sogni…un ‘oscurità che non  si contrappone alla luce, ma che risplende di luce propria… come la magia della musica …e del Natale. “Angel open your wings,  (it’s Christmas’ eve) Holy night of the king, (it’s Christmas’ eve)Show me the place. (for Christmas), Your embrace”, ( Angelo apri le tue lai, sacra notte devota al re, mostarmi quel luogo..il Tuo abbraccio….

Si denota non solo la dolcezza con la quale  Piretti si rivolge a sua figlia, ma la stessa sacralità in cui sono immerse le immagini delle ali di angelo…un angelo a cui il cantautore chiede di fare ritorno la notte di Natale, per riabbracciare la sua piccola MAYA, nome  che ritroviamo poi nelle iniziali del titolo dl brano “My Angel Your Always”..per non parlare poi dell’origine, probabilmente non casuale del nome MAYA, il quale deriva dal greco nutrice…e cosa non arreca più nutrimento se non il calore e la magia del Natale…? E cosa non lo rappresenta nella maniera più esemplare se non l’amore di un genitore per sua figlia?

E tutto acquisisce un senso…anche ciò che a prima vista sembra non lo abbia…

Sonia Bellin

TOZ ANTONIO PIRETTI DEDICA A SUA FIGLIA IL BRANO DI NATALE

Dall’America, ma soprattutto dal Canada, Toz Antonio Piretti, sembra aver assimilato le sonorità più radicate nella tradizione folk e ben rappresentate da uno dei più famosi cantautori di quella terra, ovvero Neil Young. Si risentono pieghe vocali, tonalità ma anche quel richiamo alla libertà che predne ispirazione  dal paese d’origine del cantautore. E d’altronde  nel 2009, quando Toz  decide di dare una svolta alla propria vita, è nel Canada  che approda, dove da una carriera imprenditoriale, si avvia ad  una  lunga avventura musicale che inizia con l’esibizione nel programma della metropolitana (Toronto Transit Commission), annoverando inoltre,  nuove esperienze Gospel e recitando in spettacoli teatrali, fino alla fortunata pubblicazione di ben 4 album, l’ultimo dei quali intitolato “#Stronger” e pubblicato nel 2018.

E’ invece di poche settimane fa, il brano pensato per il Natale ormai alle porte , My Angel Yours Always, il cui titolo, nelle iniziali, rimanda al nome della figlia dell’artista chiamata Maya. Si tratta infatti di un brano dedicato a lei: la richiesta fatta ad un angelo, affinché possa arrivare dalla sua piccola per il giorno di Natale e dare così a lei, la possibilità di abbracciare nella notte più suggestiva dell’anno, il suo caro papà. “My Angel Yours Always” è una canzone che come la sua stessa struttura e intenzione, arriva leggiadra…in modo delicato, proprio come un dolce canto di Natale che si posa fra i morbidi cuscini della culla di un bimbo indifeso, la cui innocenza si riflette nella stessa luce di cui splendono le stelle, la notte di Natale e le luminarie poste sopra alla case…un po’ come i sogni, queste luci si accendono ad intermittenza, e durante le notti più lunghe e fredde dell’anno, riscaldano l’atmosfera e il cuore di tante persone…un po’ come la musica, quando arriva così…senza autocelebrarsi, ma con l’intento di celebrare la festa più bella dell’anno….

Sonia Bellin

“GUARDANDO”…STEFANO VIRGA

Dopo “L’amore dentro”, “tu sei” e “Lontano da qui”, è in arrivo nelle radio italiane il nuovo singolo di STEFANO VIRGA, cantautore nato a palermo nel ’68, il quale si avvicina alla musica, iniziando la propria carriera in radio, come dee jay.

Risale al 1986 il primo album, in collaborazione con il maestro Matteo Butticè, autore del brano “Andavo a cento all’ora”, mentre nel 1993 in collaborazione  con Alessandro Maria Barelli, Stefano pubblica il cd “Paradisi artificiali” in cui vengono affrontate tematiche sociali di vasto spessore. Dopo l’uscita, nel ’98 dell’album “Sciureru”, diversi anni più tardi, nel 2006, l’autore si propone in una chiave tutta nuova rispetto ai lavori recedenti, che mostra i suoi risultati in “Punto  e Virga”, nato dalla collaborazione con Cesare Chiodo, il quale firma il pezzo “Amore Digitale”, fino al 2014, quando esce l’album “Passo”, monologhi interiori di un cuore trafitto dal dolore di un amore perduto e non più ricambiato. Ma arriviamo all’ultimo progetto di Virga, distribuito da Bilieve digital, prodotto da Fabio Gangi e dallo stesso Stefano Virga, per l’etichetta Virgus. A quattro anni di distanza, anticipato da tre singoli (“L’amore dentro, “Tu sei”, “Lontano da qui”), arriva infatti “GUARDANDO”, un concept dove l’artista racchiude se stesso e una visione più matura della sua vita, una sorta di presa di coscienza di sé e di ciò che i suoi occhi hanno visto, osservato e contemplato. Il titolo stesso è un monito ad un’esperienza emotiva soggettiva, dove la quotidianità  è filtrata attraverso gli occhi dell’autore, ora distratti, ora attenti, ma sempre pronti a scrutare il mondo intorno…uno sguardo che diviene quindi riflessione di sé, e conseguentemente riflessione sull’esistenza, da riversare poi nell’altro, sfociando in un pensiero psicanalitico in cui la singolarità è concomitante alla pluralità. E se parliamo di psicanalisi, il collegamento con il sogno diviene automatico, in quanto è lì che risiede non solo l’inconscio, e dunque una visione spontanea e scevra da ogni criterio razionale…nei sogni l’ordinario diviene anticonvenzionale, e nella realtà di Stefano Virga, prende una forma artistica libera…quella della musica, musica che si fa portavoce di sentimenti ed emozioni prima vissute e poi espresse nelle più diverse sfumature grazie a suoni che sfatano ogni rigore logico: Rock, elettronica, pop melodico italiano…in un cortocircuito sonoro che si frappone alla maturità tecnica e lirica dell’artista.

Sonia Bellin

OLTRE LO “SMERALDO”

E dopo un continuo successo radiofonico, ecco il gradito ritorno di Andrea Pace, cantautore di origine siciliana, ma ora residente nel Salento…uno che da autodidatta è riuscito ad estendere il richiamo che la musica imponeva dentro di sé per dischiuderlo agli altri..a chi lo circonda..a chi ha voglia di di fermarsi anche solo per un istante ad ascoltare una voce che proviene da lontano, quasi come quell’orizzonte richiamato da “Smeraldo”. E’ questo il titolo del suo ultimo singolo, un brano che in poche parole, si rispecchia nel mare, ma anche negli occhi di chi scruta tra le onde e riesce a cogliere una sfumatura di infinito, in accordo con la propria anima….

Un mare che viene ad assumere, proprio una tonalità simile all’anima, citata anch’essa nel testo… (“Smeraldo…il cielo si getta, a capofitto nell’anima”)  ma “smeraldo” è un colore freddo nella scala cromatica…tuttavia esso rievoca  alla mente anche la speranza..di chi non si arrende di fronte alle sconfitte e davanti a sé non vede l’incognito spazio vuoto, ma un luogo ancora da scoprire e da esplorare, ornando ogni nuvola, con il ricamo della luce solare.

Sonia Bellin

OLTRE LO “SMERALDO”

E dopo un continuo successo radiofonico, ecco il gradito rotino di Andrea Pace, cantautore di origine siciliana, ma ora residente a Padova…uno che da autodidatta è riuscito ad estendere il richiamo che la musica imponeva dentro di sé per dischiuderlo agli altri..a chi lo circonda..a chi ha voglia di di fermarsi anche solo per un istante ad ascoltare una voce che proviene da lontano, quasi come quell’orizzonte richiamato da “Smeraldo”. E’ questo il titolo del suo ultimo singolo, un brano che in poche parole, si rispecchia nel mare, ma anche negli occhi di chi scruta tra le onde e riesce a cogliere una sfumatura di infinito, in accordo con la propria anima….

Un mare che viene ad assumere, proprio una tonalità simile all’anima, citata anch’essa nel testo… (“Smeraldo…il cielo si getta, a capofitto nell’anima”)  ma “smeraldo” è un colore freddo nella scala cromatica…tuttavia esso rievoca  alla mente anche la speranza..di chi non si arrende di fronte alle sconfitte e davanti a sé non vede l’incognito spazio vuoto, ma un luogo ancora da scoprire e da esplorare, ornando ogni nuvola, con il ricamo della luce solare.

Sonia Bellin

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