LO MARTILL IN “NEGRO”!!!!

Soltanto da poco in radio, ma il brano ha già conquistato un notevole numero di ascoltatori, complie la solarità, la carica positiva e le sonorità estive che richiamano il brano. Stiamo parlando di NEGRO, il nuovo singolo di LO MARTILL compositore, chitarrista e cantante attivo nella capitale dal 1995 e che inizia la sua formazione musicale a Rio de Janeiro con nomi illustri nel campo della musica erudita nomi come il prof. Turibio Santos e del jazz come il guitarrista Helio Delmiro ( collaboratore di Miles Davis e Shet Baker ). Toni, colori e movimenti già ravvisabili nel singolo precedente, intitolato “LET’S GROOVE” anche questo pubblicato in radio. Reduce da quel successo, di circa otto mesi fa, Lo Martill ha deciso di tornare per catapultarci di nuovo tra ritmi caraibici e profumi jamaicani, in luoghi dove il  sole abbraccia la terra e la riscalda per tutte le stagioni, quando noi possiamo irrorarcene per questi intensi mesi estivi, trascinandoci poi il ricordo durante l’inverno. LO Martill, questa volta con un featuring assieme a MR PAPI RAMOS, ha voluto deliziarci con uno sfavillare di note che sembra derivare dalla barriera corallina, tante sono le tonalità commissionate in questa sua ultima produzione: un caldo ritmo latino che incontra il reggae passando ovviammente per la bossa nova, genere che affonda le radici nella samba. Nonostante i temi leggeri che di solito vengono narrati in questi frangenti sonori , la trama dispiegata nel nuovo singolo di LO MARTILL fa appello ad una tematica di grande rilievo sociale, ossia lo schiavismo di cui il popolo africano è stato vittima in passato, purtroppo perpetuatesi fino ai giorni nostri, dove il mondo risente ancora di un razzismo  non indifferente;  ecco che allora Lo Martill, senza puntare il dito contro qualcuno, ma semplicemente con la volontà di divertire, facendo riflettere, ha fatto sì che uno spazio musicale divenisse anche un messaggio volto a sensibilizzare il comportamento di tutti, nonché il tentativo di eliminare una volta per tutte pregiudizi e discriminazioni.

Sonia Bellin

STEFANO ZONCA: “IL TEMPO NON ASPETTA”

Con “E’ ora di uscire” aveva raggiunto quasi 50.000 ascolti, per non parlare dei passaggi radio, che avevano portato il brano in testa alla classifica dei brani indipendenti, più trasmessi dalle emittenti italiane; ora, a quasi anno di distanza, ecco che Stefano Zonca torna con un nuovo singolo, anche questa volta, pronto per l’estate, intitolato “Il tempo non aspetta”; un titolo che per certi versi risulta quasi una contraddizione, ma si sa, nella musica, nelle canzoni, tutto è concesso, e di certo, uno come Stefano Zonca- sempre attento ai sottili legami linguistici che intercorrono tra le parole- ha voluto anche con questo pezzo, sottolineare questo aspetto. A proposito di legami,  sebbene siano passati più di 12 mesi, è innegabile quanto “Il tempo non aspetta” si colleghi in qualche modo con “E’ ora di uscire”: il tema del tempo, del suo scorrere incessante e inesorabile e della nostra corsa quotidiana, talvolta “contro di esso”- per usare un altro gioco di parole- non sempre, riesce a cogliere ogni istante come si dovrebbe o, almeno, come vorremmo fare ; e più ci rendiamo conto di questo, di quanto ogni cosa sia effimera, di quanto ci sfuggano momenti e occasioni…più ci accorgiamo della rapidità con la quale il tempo passa, lasciandoci inermi, perché incapaci di agire e concentrati sullo sfondo di quato accade.   Ecco parte di ciò che l’attenta analisi di stefano Zonca deve aver rivelato nella stesura di “E’ ora di uscire”: la volontà di non lasciasi sopraffare dalle circostanze e di sospingere dove queste lasciano uno spiraglio aperto ai nostri sogni. Ed ecco che questi ci sorrideranno, che mentre li osserviamo volare, possiamo magari sfiorarli con la punta delle dita, con la certezza di esseri stati noi in qualche modo a farli planare. Ed è proprio ai sogni, a queste nostre ali invisibili, il centro attorno a cui ruotarono i raggi di “IL TEMPO NON ASPETTA”, Come un sole che ci irrora tutto il suo calore e la sua vitalità, Stefano ci invita a stringere forte i nostri sogni, a lasciarli volare si , ma non andare via: “se avete qualche sogno, cavalcatelo, se amate una persona, diteglielo, non tenetevelo dentro, se volete dare una svolta una svolta alla vostra vita fatelo..non abbiate paura di saltare…“Questo è parte del messaggio racchiuso in “IL TEMPO NON ASPETTA”, lo scendere a compremessi con se stessi e con la nostra volontà di mettersi in gioco, lanciando sfide continue, perché : “Il tempo che non passa tempo che non resta tempo che sai tanto non c’aspetta tengo tutto questo perdo tutto il resto” e quello che resta è un vortice di energia che dovremmo assorbire per affronatre al meglio ogni occasione..lasciandoci travolgere dall’ondata di tastiere che innesca sonorità quasi corali…Un canto che si sovrappone alla potente vocalità di Zonca e che rinforza ancora di più il brano.

Sonia Bellin

LE VERTIGINI ACUSTICHE IN “COS’E’!”

Dopo due singoli di grande successo, ecco che le Vertigini Acustiche , ovvero Antonio Riccioluti e Ramona Leoni, lanciano ora un nuovo singolo, il terzo per il duo acustico, composto dai due ragazzi e dalla loro innata voglia di esprimersi con un genere forse un po’ controccorente, ma per questo degno di nota. Dal nome stesso scelto, si intuisce immediatamente quanto la musica che aggrega le parole dei loro testi sia pura ed essenziale, come già abbiamo avuto modo di comprendere attraverso il titolo del loro primo Ep “Essenzialità d(‘)istanti. E proprio da questo Ep, ecco che le Vertigini Acustiche hanno scelto questa volta “Cos’è!”, un brano che nel perseguire lo stile del duo, propone un testo del tutto diverso rispetto ai due precedenti: se in “Cane particolare” e poi in “For the love of the sea” era la parte più prettamente intimistica e riflessiva- la quale veniva espressa attraverso un prontuario di raccordi emotivi- in “Cos’è!” è la spensieratezza ad emergere da un mare in cui poche settimane fa, lasciavamo naufragare le nostre paure che si intersecano con i dubbi e con il tentativo di dare una risposta alle domande sull’amore (“Cane particolare”) alla costante ricerca che nutriamo verso questo sentimento (“For the love of the sea”). In “Cos’è!” il vortice gira intorno ad un botta e risposta tra il “che cos’è una cosa”  senza un’altra”, riflessioni che magari, ci capita di effettuare quotidianamente e che in questo brano sono intervallate da un ritornello che gioca con i colori del semaforo ed i movimenti ad esso correlati. Tutto questo, nel terreno musicale  acustico, con una punta di blues in più, la voglia di sperimentare con quello che è il genere  precursore del rock e di tutte le influenze ad esso connesse; un  genere che prende il nome da uno stato d’animo, capace più di tutti di nascondere la sua autentica fisionomia: un disagio celato dietro all’intraprendenza con cui le chitarre svolgono i loro voli pindarici e che le Vertigini acustiche sfoggiano per tutta la durata del brano, con un finale sorprendente.

Sonia Bellin

Introduce Yourself (Example Post)

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Why do this?

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You’re not locked into any of this; one of the wonderful things about blogs is how they constantly evolve as we learn, grow, and interact with one another — but it’s good to know where and why you started, and articulating your goals may just give you a few other post ideas.

Can’t think how to get started? Just write the first thing that pops into your head. Anne Lamott, author of a book on writing we love, says that you need to give yourself permission to write a “crappy first draft”. Anne makes a great point — just start writing, and worry about editing it later.

When you’re ready to publish, give your post three to five tags that describe your blog’s focus — writing, photography, fiction, parenting, food, cars, movies, sports, whatever. These tags will help others who care about your topics find you in the Reader. Make sure one of the tags is “zerotohero,” so other new bloggers can find you, too.

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