“LISTEN TO THE WIND” E’ IL SINGOLO D’ESORDIO DI NADIA

Una canto soave, una voce nitida, la cui limpidezza si adagia sulle note delicatamente, espandendo la sua pacatezza , come il mare quando infrange la costa, in tutta la sua potenza, lambendo anche l’angolo più remoto della nostra anima che rispecchia questo grande specchio d’acqua che è il mare, mosso dal vento e inseguito da esso….

Nata e cresciuta in mezzo alla musica, Nadia è un’artista il cui sogno di diventare cantante comincia a farsi sentire in tenera età, quando ancora frequenta la scuola dell’infanzia e quando in casa sua si ascoltava musica di ogni genere, dal rock al folk, al country-blues fino ad arrivare perfino al jazz e alla celtic music. Il desiderio di poter cantare e di potersi esprimere con la propria voce diventa a poco a poco sempre più forte:

“Molte scelte apparentemente sbagliate da ragazzina in fatto di percorsi di studio e di amicizie mi han portata in realtà a poter sperimentare personalmente la musica con le mie stesse mani, partendo per assurdo da un basso anziché dalla voce, attraverso una lunga serie di progetti a stampo rock fallimentari….”

Racconta Nadia ripensando al suo passato.

“Finite le scuole e dovendo lavorare ho abbandonato sempre di più ogni forma d’arte che avevo cercato di coltivare da sola, non potendomi permettere di prendere lezioni e perdendo via via il contatto con me stessa ho perso anche la spinta creativa….”

 Dopodichè arriva la svolta: Nadia decise improvvisamente di cambiare vita senza sapere di preciso da dove ricominciare, con la consapevolezza di imparare dagli errori e di conservare un’importante lezione per il suo futuro di artista.

“Mi contattò un ragazzo che anni prima aveva letto qualcuno dei miei testi e ne era rimasto colpito. Aveva bisogno di una seconda voce per un progetto molto ambizioso e senza pensarci due volte ho mollato il lavoro e accettai la sua proposta…” racconta minuziosamente Nadia

La mia vita è cambiata il giorno in cui sono entrata da loro per la prima volta. Non sapevo cantare, non avevo mai imparato e subito l’allora tastierista di quel gruppo, Andrea Di Profio, mi ha letteralmente presa per il braccio e strattonata correndo dal suo maestro Dario Lavesero nella sala accanto”

E qualcosa in quel preciso momento accadde…Qualcosa che ancora oggi, nei pensieri di Nadia si insinua con un entusiasmo indescrivibile, perché Dario Lavesero, il maestro di Andrea di Profio, è stato in grado di far arrivare la voce di Nadia dove nemmeno lei poteva immaginare, riuscendo a creare qualcosa di magico, spingendola ben oltre le sue capacità, lasciando che la melodia catturasse prima ancora del suono, la sua timbrica flebile ma possente, in un contrasto incredibilmente suggestivo….

Ed ecco allora il risultato di questa magia, ecco LISTEN TO THE WIND, un brano la cui armonia così raccolta e così celestiale lo fa avvicinare ad una preghiera. Una canzone di speranza e d’amore, ma di un amore che appare sempre più lontano ogni qualvolta ci avviciniamo. Un amore irraggiungibile e dove l’unico modo per far sapere cosa nutre la nostra anima in quel preciso istante non è alzare la voce o cercare invano di riconcorrere qualcosa, ma ascoltare… Ascoltare il vento….

Sonia Bellin

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@allegory_of_nadia

UN PONTE TRA LA MUSICA ITALIANA E LOS ANGELES: IL CHITARRISTA ITALIANO IVAN MARGARI E L’EX TOTO JEAN-MICHEL BYRON OSPITI DI PARADISE IN ONDA QUESTA SERA SU RAI DUE

Dalle spiagge della “Jungle” californiana ai borghi del Salento, fino a Napoli, Roma, Milano e le tante città dello stivale così tanto amate dagli americani… storie di poesie e canzoni, di esperienze e di storie da raccontare. Storie di vita e d’amicizia che si fondono e si susseguono nel sole caldo di questa terra bruciata e baciata dal sole, angolo di un mondo che è un paradiso che fa sognare.


E’ la vicenda del sodalizio artistico nato tra Jean-Michel Byron e Ivan Margari che racconta le canzoni, tutte, della straordinaria carriera di Jean-Michel e dell’esperienza artistica del chitarrista Ivan Margari che vive ad Alezio un paese di 5000 anime nel tacco d’Italia. Tanti eventi, concerti in tutta Italia, ma anche e soprattutto tanta nuova musica che sta per arrivare in una nuova produzione discografica.
Ivan Margari, chitarrista, la sua piccola etichetta musicale, che sia stato per il clima, per i profumi e per i colori della terra, per lo stare bene a tavola o chissà per quale altra strana alchimia, il destino ha voluto che Jean-Michel e Ivan diventassero amici. Dai brani dei TOTO, passando per le leggende come Purple Rain, While My Guitar, per arrivare alle
ultime produzioni, nate, per l’appunto, in Italia non solo in Salento ma anche a Roma, dove spesso è possibile ascoltare un loro concerto… con un sound tutto californiano. Un concentrato di emozioni che si snodano sul fondamento che “Life is a struggle”, e che dunque, è importante trovare posti straordinari dove vivere.

“La mia esperienza in Italia è stata un grande viaggio di continua scoperta. C’è molto che ho imparato e molto di più da scoprire. Dalla Calabria a Napoli fino ai confini di Francia, Austria e Svizzera. Come un mini continente. La storia è letteralmente impossibile da sfuggire perché è tutta intorno a te. Lo stile, la moda e la cultura sono abbondanti. Ogni regione così diversa con innumerevoli storie da raccontare. La mia domanda è, come puoi provare a riassumere millenni in una o mille pagine? E non ho detto nulla sull’incredibile cucina….” racconta l’ex frontman dei Toto.

“Condividere la musica con Jean-Michel è una ricchezza quotidiana. E’ un artista dal talento straordinario dotato di una sensibilità fuori dal comune che riesce a comunicare grandi emozioni e toccare le corde dell’anima con le sue straordinarie canzoni. Per me è un onore e un privilegio avere la fortuna di condividere momenti di musica e di vita. “Fare” musica non è sempre facile, anzi, la musica è un viaggio quotidiano fatto di molti sacrifici. Io sono felice di viaggiare con Jean-Michel.” Continua invece Ivan, parlando del suo amico e ora collaboratore, Jean  Michel Byron.

 Ecco come si raccontano due artisti provenienti da mondi differenti ma simili e dove le similitudini si frappongono per creare qualcosa di nuovo, di inedito… Le note assimilano i ricordi per infrangere le corde emozionali di un passato da riscoprire con vecchie storie da raccontare e nuove storie da scrivere. L’esperienza con i Toto di Jean Michel Byron, quella di Ivan Margari nei palchi d’Italia… suoni distinti ma uniti dalla comune passione per il blues, per il soul, per il rock’ n’’ roll in un intercedere continuo di suoni, odori e parole fatte di musica e quindi di storie di uomini… Questo e molto altro, con tutte le esperienze fin qui collezionate da due artisti che coniugano arte e musica- i palchi, i live show, i concorsi-  sarà tema della nuova puntata in onda oggi in seconda serata su Rai 2, dove Jean-Michel Byron e  Ivan Margari saranno ospiti del programma Paradise”, il  nuovo late night show di Pascal Vicedomini, dedicato ad arte, spettacolo, cultura e life-style.

Un appuntamento musicale da non perdere e dove oltre alle esibizioni live degli ospiti accompagnati dalla Paradise Band- com’è stato fin dalla prima puntata con la cantante Noa- non mancheranno le storie e curiosi aneddoti di questi due indiscussi protagonisti della world music in Italia ma non solo… Stay Tuned!

Sonia Bellin

IVAN MARGARI & JEAN MICHEL BYRON OSPITI SU RAI 2 DEL NUOVO PROGRAMMA “PARADISE”



Oggi, venerdì 24 marzo andrà in onda su Rai 2 in seconda serata, la seconda di dodici puntate del late night show di Pascal Vicedomini dove saranno ospiti Ivan Margari insieme a Jean-Michel Byron ex Frontman dei TOTO.


Dall’Auditorium della Conciliazione in Roma, dopo lo straordinario successo della cantante NOA, grande ospite della nella prima puntata, ecco pronte tante altre esibizioni live degli ospiti accompagnati dalla Paradise Band e tante notizie sui principali eventi di cinema, musica, teatro attraverso interviste ai protagonisti e servizi esclusivi.
In onda ogni venerdì in seconda serata sul secondo canale Rai, “Paradise” è il nuovo format di Pascal Vicedomini, dedicato ad arte, spettacolo, cultura e life-style e dove ovviamente, trova grande spazio la musica e i show live dei suoi protagonisti.

 Nella puntata di questa settimana, due ospiti d’eccezione: il chitarrista salentino Ivan Margari insieme a Jean-Michel Byron, ex Frontman dei TOTO.

“Un ponte tra la Musica Italiana e Los Angeles” come ama ricordare Ivan, a cui piace legare le corde della sua chitarra ai racconti sottesi tra le pieghe di tanti accordi che hanno composto i tanti tempi musicali scritti fino ad oggi.

Ivan Margari è un chitarrista che ha attraversato tutta l’Italia, traendo la sua principale fonte di ispirazione dalla canzone americana e dalle tante storie che essa è capace di raccontare e che, ancora oggi, si fanno ascoltare, ma soprattutto suonare…

Poesie in musica, racconti di menestrelli impavidi.. A suon di blues, di rock ‘n’roll e di country, mentre intorno aleggia un’aria leggera, scanzonata… Storie di vita e di amicizia che si fondono e si susseguono nel sole caldo di questa terra bruciata e baciata dal sole, angolo di un mondo che è un paradiso che fa sognare.

E’ la vicenda del sodalizio artistico nato tra Jean-Michel Byron e Ivan Margari che racconta le canzoni della straordinaria carriera di Jean-Michel e della sua indimenticabile esperienza con i Toto, ma è anche la storia del chitarrista Ivan Margari, che fonde la sua musica con quella d’oltreoceano….

Nato a Los Angeles Jean-Michel Byron, dai primi anni ’90 è  il frontman dei TOTO, con la band registra l’album “Past to Present” firmando i nuovi brani dell’album ed in particolare “Out of Love” la ballad di maggior successo della band. Scrive Love Has the PowerCan You Hear What I’m Saying, e Animal oltre ad altri brani mai pubblicati scritti a quattro mani con Jeff Porcaro. Dopo la pubblicazione dell’album, che ebbe un grande successo commerciale, da settembre a dicembre del 1990 i TOTO si imbarcarono nel tour The Planet Earth Tour, dalle riprese del concerto di Parigi, è stato poi estratto il primo DVD della band “Live in Paris” per l’appunto.
Negli anni successivi, Jean-Michel ha collaborato con diversi artisti tra cui ScorpionsKenny LogginsDave MasonVan Morrison ai loro album. Con Dionne Warwick ha inciso il brano Love Of My Life.
Dal 2015 divide il suo tempo artistico tra Los Angeles e l’Italia e collabora con “Il Paese dei Balocchi” e Ivan Margari, amico e chitarrista con il quale ha dato vita ad un sodalizio artistico che porta anche diversi progetti con altri artisti: Demo Morselli, Vittorio De Scalzi (New Trolls) Carlo Marrale (Matia Bazar) Ricky Portera (Lucio Dalla – Stadio). In Italia dal 2016 lavora alla stesura di diverse colonne sonore per film.


Chitarrista e Produttore, Ivan Margari, è un artista legato al rock & blues degli anni ‘70, e che si avvicina alla discografia nel 2007 con la pubblicazione del disco di QdF, la band rock traditional chic che tra il 2007 e il 2011 ha pubblicato due dischi, un dvd live e percorso in lungo e in largo l’Italia con oltre 300 concerti, fra i quali quelli al Mea Puglia Festival di AlBano nel 2009 e, nello stesso anno al Festival Internazionale Adriatico Mediterraneo di Ancona.

Nel 2010, scrive e produce il brano “Mi sento di Sale” interpretato da Fernando Proce e BambiniLatiniQdF. Con Fernando Proce (RTL 102.5) condividerà poi il palco più volte nel corso degli anni. In veste di Produttore e Musicista, lavora al brano di esordio di Giada Capraro nel 2017 “Alle Donne come Me” (The Voice France). Dal 2011 al 2015 è attivo con il progetto Frisa & Friends, con il quale collabora con diversi artisti della scena italiana: Fernando Proce, Alberto Fortis, Mauro Di Maggio, Mauro Ermanno Giovanardi (La Crus), Francesco Baccini, Francesco Tricarico, Marco Ferradini, Marco Carena, Aida Cooper, Josè Orlando Luciano, Iskra Menarini.

Nel 2015 con la IM Band fonda il progetto Chitarre D’Italia, un format di concerti cui partecipano i chitarristi della scena italiana che con i loro suoni hanno caratterizzato la discografia di grandi cantautori: Maurizio Solieri (Vasco Rossi), Ricky Portera (Lucio Dalla – Stadio) Federico Poggipollini (Ligabue – Litfiba) Alberto Radius (Lucio Battisti – Formula 3 – Franco Battiato etc) Nel 2015 conosce Jean Michel Byron (ex cantante dei TOTO) e con lui abbia un lungo sodalizio artistico che porta a numerose collaborazioni….

Ed eccoli qui allora, insieme anche per questa imperdibile serata fatta di musica, di incontri e di amicizia, dove lo spazio per raccontare rincorre quello per suonare, dove gli strumenti si accordano tra di loro in modo indissolubile e dove l’immancabile chitarra di Ivan Margari, incornicia la voce calda di Jean Michel Byron, in tripudio di emozioni scandite da una musica soave ma energica, che sugella confini di ricordi e di canzoni.

Sonia Bellin

DICONO DI ME: IL BRANO RIPROPOSTO DA DJ SKANK ANALIZZA L’UOMO E IL SUO RAPPORTO CON L’ALTRO

E mentre manca pochissimo alla presentazione del video ufficiale del brano,  fervono i preparativi per il prossimo live dell’artista, il quale si esibirà in compagnia dei tutta la sua band sul palco dell’Orion di Ciampino il 1 aprile 2023 in una serata evento targata Rock Arena – Blackout rock Club, dove l’artista aprirà il concerto degli Spiritual Front, ecco che DICONO DI ME fa tronare alla ribalta il nome di Dj Skank.

Al secolo Alessandro Tosi, Dj Skank è un polistrumentista attivo sulla scena capitolina in varie formazioni, e sulla scena nazionale come turnista. Parallelamente alla carriera di strumentista negli stessi anni, acquista visibilità come DJ ed organizzatore di eventi nella scena underground romana. Dopo un periodo di assenza dai palchi torna ora in veste solista componendo brani che ripropongono il sapore vintage del rock anni ’90, prima con ARAGOSTE e ora con DICONO DI ME, presentato al pubblico radiofonico soltanto qualche settimana fa, ma già sulla bocca di molti critici ed esperti del settore.

DICONO DI ME è  in realtà un brano interpretato da Milva più di 30 anni fa, ma la cui estrema attualità del testo, mette Alessandro nella condizione di riproporlo in una veste nuova e totalmente alternativa, ossia in chiave indie, facendo così risaltare ancora di più le mitiche tastiere di Vangelis, le quali, già a suo tempo, conferivano al pezzo delle rifiniture molto innovative per l’epoca.

E dopo oltre 30 anni vediamo come non solo la musica, ma in primis il testo, metta nero su bianco alcuni comportamenti umani spesso contraddittori:

“Dicono di me

Che non credo a niente

Dicono di me

Che sono insolente

Che non scanso mai

La scelta incoerente

Dicono che ormai

Rischio inutilmente”

Il brano anaforicamente, si concentra dapprima nel “sentito dire”, ovvero in ciò che la gente assimila senza un pensiero critico personale additando un qualsiasi comportamento o giudizio su chi ha davanti, per poi rivolgersi al protagonista, il quale dall’altra parte, si ritrova un’identità che non ha nulla a che fare con la propria, concepita soltanto sulla base delle dicerie altrui. Tuttavia, a scanso di equivoci, ecco che il protagonista espone senza ritengo il suo pensiero:

“Non m’importa niente

E mi stupirò

Mi spazientirò

Mi spaventerò

Mi tormenterò

Ed insisterò

M’innamorerò

Ma non cambierò

M’innamoro sempre”

L’importante è appunto fregarsene dei giudizi inutili  della gente, basati per lo più sull’apparenza e non sulla sostanza,  innescati spesso da una sorta di invidia per chi sa costruire dal niente la propria identità. Soltanto scavando dentro se stessi e rinunciando all’ipocrisia della moltitudine infatti, è possibile essere unici, puntando verso i propri sogni e non più sulla banalità, con la certezza di innamorarsi ancora e ancora della vita….

Sonia Bellin

“DICONO DI ME”: IL BRANO RIPROPOSTO DA DJ SKANK ANALIZZA L’UOMO E IL SUO RAPPORTO CON L’ALTRO

E mentre manca pochissimo alla presentazione del video ufficiale del brano,  fervono i preparativi per il prossimo live dell’artista, il quale si esibirà in compagnia dei tutta la sua band sul palco dell’Orion di Ciampino il 1 aprile 2023 in una serata evento targata Rock Arena – Blackout rock Club, dove l’artista aprirà il concerto degli Spiritual Front, ecco che DICONO DI ME fa tronare alla ribalta il nome di Dj Skank.

Al secolo Alessandro Tosi, Dj Skank è un polistrumentista attivo sulla scena capitolina in varie formazioni, e sulla scena nazionale come turnista. Parallelamente alla carriera di strumentista negli stessi anni, acquista visibilità come DJ ed organizzatore di eventi nella scena underground romana. Dopo un periodo di assenza dai palchi torna ora in veste solista componendo brani che ripropongono il sapore vintage del rock anni ’90, prima con ARAGOSTE e ora con DICONO DI ME, presentato al pubblico radiofonico soltanto qualche settimana fa, ma già sulla bocca di molti critici ed esperti del settore.

DICONO DI ME è  in realtà un brano interpretato da Milva più di 30 anni fa, ma la cui estrema attualità del testo, mette Alessandro nella condizione di riproporlo in una veste nuova e totalmente alternativa, ossia in chiave indie, facendo così risaltare ancora di più le mitiche tastiere di Vangelis, le quali, già a suo tempo, conferivano al pezzo delle rifiniture molto innovative per l’epoca.

E dopo oltre 30 anni vediamo come non solo la musica, ma in primis il testo, metta nero su bianco alcuni comportamenti umani spesso contraddittori:

“Dicono di me

Che non credo a niente

Dicono di me

Che sono insolente

Che non scanso mai

La scelta incoerente

Dicono che ormai

Rischio inutilmente”

Il brano anaforicamente, si concentra dapprima nel “sentito dire”, ovvero in ciò che la gente assimila senza un pensiero critico personale additando un qualsiasi comportamento o giudizio su chi ha davanti, per poi rivolgersi al protagonista, il quale dall’altra parte, si ritrova un’identità che non ha nulla a che fare con la propria, concepita soltanto sulla base delle dicerie altrui. Tuttavia, a scanso di equivoci, ecco che il protagonista espone senza ritengo il suo pensiero:

“Non m’importa niente

E mi stupirò

Mi spazientirò

Mi spaventerò

Mi tormenterò

Ed insisterò

M’innamorerò

Ma non cambierò

M’innamoro sempre”

L’importante è appunto fregarsene dei giudizi inutili  della gente, basati per lo più sull’apparenza e non sulla sostanza,  innescati spesso da una sorta di invidia per chi sa costruire dal niente la propria identità. Soltanto scavando dentro se stessi e rinunciando all’ipocrisia della moltitudine infatti, è possibile essere unici, puntando verso i propri sogni e non più sulla banalità, con la certezza di innamorarsi ancora e ancora della vita….

Sonia Bellin

LA SCONFITTA E LA RIVINCITA: “TRA CORPO E ANIMA” E’ IL PRIMO LIBRO DI SABRINA MORELLI

“Per me l’origine di una parola, la sua vera essenza ed emozione, non risiede nella sua etimologia ma nella radice di quella sensazione che ci detta la mente attraverso il cuore”…

Con queste parole pregne di significato e il cui acume ci catapulta direttamente nel cuore della sua scrittura e  quindi della sua personalità, Sabrina Morelli spiega uno dei motivi che l’hanno portata a stendere il suo primissimo libro, la cui storia purtroppo, ha origine da alcuni lutti famigliari.

Sabrina Morelli nasce a Roma e dopo aver conseguito gli studi classici e poi quelli giuridici, si appassiona all’informatica, conseguendo quindi il  seguito il triennio come programmatrice di linguaggio C Cobole Unix. Dopo la morte del padre e la malattia del  marito, nel 2018 ha iniziato a 

scrivere poesie, un amore per la letteratura l’ ha accompagnato sin dai suoi studi classici soprattutto negli autori come Saffo, Platone, Boudelaire e Alda Merini. 

È attualmente amministratore di un gruppo poetico e membro di altri gruppi che hanno conferito alla stessa diversi premi letterari. Alcune delle sue poesie sono state pubblicate anche su testate giornaliste come “Buongiorno Taranto” e “Caserta Web”. 

L’autrice e poetessa si reputa una cantautrice dell’anima, la sua poetica varia dall’amore al dolore, proprio come la sua storia che racconta tra le pagine di TRA CORPO E ANIMA:

“Nel 2016 ho perso mio padre, aveva 79 anni, la mia vita si è fermata per qualche secondo, non avevo più quella forza motrice che mi dava la gioia di vivere, nonostante fossi già mamma…Poi, si è ammalato anche mio marito e mia madre quasi due anni dopo, mi sentivo persa, arrabbiata con il destino, con il mondo senza capire il perché di questo fato che si accaniva contro senza tregua…”

Racconta con toni mesti Sabrina, una donna forte che nonostante tutte le avversità, non si è mai arresa.

“Non volevo comprendere, ma, non volevo nello stesso tempo arrendermi a tutto ciò…Così è cominciato tutto, prima una parola, poi una frase, poi un pensiero, infine la mia esistenza era su quel pezzo di carta, una poesia, un’emozione, una sensazione, me…”

Le parole diventano come il rifugio esistenziale di Sabrina che avverte in esse un conforto che la vita, in quel momento, gli negava perché era troppo il dolore finora assorbito.

Comincia allora un lungo processo di scrittura, dal quale la Morelli ricava se stessa e le sue emozioni più nascoste:

“ La prima fu per mio padre, poi cominciai a riscoprire in me la voglia di descrivere la passione, l’eros, l’amore, il dolore, quello che ero dentro, quella che sono oggi…La poesia mi ha salvato, non perché potessi capire o riscoprire la sua origine, ma, perché mi ha dato quella voglia di esistere di nuovo attraverso le vibrazioni che ogni verso mi donava, ho scritto per vivere non per dare lezioni di vita, ed oggi voglio pubblicare questa Silloge per farvi comprendere attraverso le mie parole, che la poesia, lo scrivere può andare oltre, oltre ogni erudita saccenza, ogni più profonda conoscenza, i nostri pensieri vanno oltre e disegnano su carta le linee di ogni nostro percorso…

E con parole che descrivono mirabilmente altre parole, parole tacite ma anche parole intrise di “anima e corpo”, come appunto è i titolo del suo libro appena pubblicato, Sabrina afferma:

Ho scritto Tra Corpo e Anima perché vi voglio con me, voglio farvi comprendere che scrivere, è forse oggi, in un mondo in cui si chatta con il tuo amico nonostante ti sia di fronte, si parla d’amore solo su siti di incontri o si vive attraverso le storie di social media, la nostra unica salvezza per comprendere davvero cosa risiede dentro la nostra essenza…

Sonia Bellin

DJ SKANK IN “DICONO DI ME”: LA RISCOPERTA DEL PASSATO, CON I SUONI DEL PRESENTE

Reduce dal successo del singolo precedente, che ci ha tenuto compagnia per le radio italiane e non solo nelle scorse settimane, ecco il nuovissimo pezzo del polistrumentista Dj Skank , che in questi giorni sta preparando anche il video ufficiale, la cui anteprima sarà trasmessa su Sky tg 24.

Nel frattempo eccolo impegnato con i preparativi per l’imminente concerto che si terrà  il  1 aprile 2023, dove l’artista aprirà il live degli Spiritual Front sul palco dell’Orion di Ciampino. La serata,  targata Rock Arena – Blackout rock Club, vede infatti la presenza degli Spriritual,  a cui Dj skank farà da spalla, proponendo la sua musica e accompagnato dalla sua band composta da  Fabio Chinca alla batteria e Sample, Giovanni Stax al basso e Luca Nibaldi alla chitarra; un evento quindi imperdibile e l’occasione giusta per far conoscere ad un grande pubblico il suo nuovo singolo in una cornice davvero suggestiva.

Il nuovo pezzo di Dj Skank DICONO DI ME è un brano  che in realtà ha appena compiuto 35 anni e che Alessandro Tosi- questo il vero nome dell’artista- ha fatto rivivere in una versione totalmente alternativa. Nato dalla tastiera visionaria di Vangelis e cantato poi dalla calda e accattivante voce di Milva- la cui portata vocale, ha garantito una presa cosciente del senso del brano- ecco che DICONO DI ME, attraverso la voce di Dj Skank prende una nuova forma perfettamente adattata alla musicalità attuale. Una splendida versione Indie di un pezzo che ha fatto la storia della musica italiana ma il cui significato rimane integro, apportando al panorama discografico la riscoperta del passato, con i suoni del presente.

 Una scommessa vinta grazie alla capacità di sconfinare oltre le rigide frontiere dei generi preconfezionati, dimostrando che ancora oggi si può avere il coraggio di sperimentare ed arrivare a produrre sonorità suggestive, creando una musica che vuol essere libera da qualsiasi regola od etichetta.

Del resto Dj Skank è un artista incline alla sperimentazione e quando si trova davanti qualsiasi brano, di qualunque genere o stile, è capace di renderlo suo, trasformandolo in un pezzo originale, completamente rivisitato e le cui sonorità interrogano vari panorami musicali, prendendo il meglio da ognuno di questi. Ascoltando DICONO DI ME si ha come l’impressione di rivivere un’epoca passata, che noi stessi riscopriamo a poco a poco, nota dopo nota; l’andamento del brano ci riporta ad immagini, momenti e istanti di un passato mai trascorso, donde vediamo i nostri trascorsi e riconosciamo noi stessi in quei paradigmi temporali a cui i brani dell’artista ci accompagnano. In “Dicono di me” le sonorità si accorpano al senso trasmesso dalle parole, dove a parlare sembra la nostra coscienza, stanca di assorbire pensieri ed opinioni altrui e decisa a concepire soltanto le proprie idee. Un testo che, nonostante sia stato scritto più di 30 anni fa, conserva ancora in modo intatto il suo significato, confermando la sua attualità grazie anche alla timbrica stessa di Dj Skank che fa percepire vivide le frasi incisive e dirompenti del brano che scaglia contro tutti e tutto, rabbia, frustrazione e senso di inadeguatezza per affermare la propria individualità. Una ricerca di sé e del proprio Io, che parte da un rifiuto categorico dei giudizi altrui e di una società che trova in questi il senso di esistere: il senso di appartenenza- spiega il brano- non è dato dall’essere schiavo di una visione già data a priori, ma nel vedere con i propri occhi ciò che si guarda.

Sonia Bellin

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GEOKOIL E’ IL SINGOLO DI DEBUTTO DEI SUMMER TOGETHER

“Che bello è viaggiare in posti diversi..”

spensierata, divertente, briosa… GEOKOIL è il titolo del primo singolo di una band con uno stile del tutto innovativo, il cui sound sprigiona gioia ed allegria. Una valigia di ricordi da riempire per portare appresso immagini di un viaggio “in nave in aereo…”, qualunque luogo diventa il simbolo della scoperta e della ricerca, l’importante è stare insieme ed avere un obbiettivo condiviso. Le parole del singolo di esordio dei Summer Together ci conducono proprio attraverso questo viaggio infinto, dove non esiste una meta predefinita e dove solo chi non smette di sognare può attraversare il confine di un orizzonte impercettibile.

Spazi chi accrescono la nostra curiosità, mentre il suono ci mostra fotografie di momenti da rivivere… Scatti apportati per caso e che riprendono istanti vissuti e da ricordare.. il tutto con uno spirito libero, che viaggia assieme alla nostra fantasia…

I Summer Together sono  4 ragazzi ( 3 ragazzi  e una ragazza) che hanno debuttato alla celebre  Casa Sanremo, grazie alla vetrina dei talenti  di Daniele Morelli , che da anni ormai, si occupa della promozione di artisti emergenti e che ha visto nei giorni del festival un grande entusiasmo nei confronti di questa band.

Del resto lo stesso nome del gruppo ci fa pensare all’estate, ai suoni cladi, spensierati di chi vuole scaldarsi al sole e lasciarsi cullare dalle onde del mare, di chi vede l’azzurro del cielo anche nelle giornate buie perché il buio è presto colto di sorpresa da un sole intramontabile che rovescia la sua alba radiosa, anche sui pensieri più tristi. I Summer together  sono infatti la gioia di vivere e rappresentano quel senso di spensieratezza che sola lo stagione estiva può ricordare.

Il loro esordio si è tenuto Lunedì 6 febbraio, dunque il girono prima dell’inizio del festival di Sanremo, ed esattamente nella città dei Fiori, da dove la band ha iniziato questa grande e strepitosa avventura a fianco di Daniele Morelli e della sua Vetrina dei Talenti.

I Summer Together hanno infatti partecipato  al GRAN GALÀ DELLA STAMPA, presso la serata di presentazione del festival al MORGANA , dove erano presenti vari ospiti tra cui GIORGIA, uno delle artiste in gara poi al Festival.  Nei giorni seguenti, ovvero MERCOLEDÌ e GIOVEDÌ, i Summer Together si sono invece esibiti al STRAMBOO locale sul lungomare a Sanremo, per poi proseguire nella giornata di Venerdì, dove si sono susseguite varie interviste, e dove il gruppo ha raccontato di sé e di questa loro nuovissima avventura musicale appena iniziata. La sera del venerdì , un giorno prima della proclamazione del vincitore, ecco  il grande  gala a VILLA NOSEDA ,sempre in presenza di vip e con un meraviglioso spettacolo di ballerine americane, dove ancora una volta il quartetto ha potuto far conoscere e divulgare la propria musica al grande pubblico.

E non dimentichiamo poi la favolosa partecipazione dei Summer Together  al DESANGREE , dove la band si è esibita sul palco di fronte a una giuria di grande valore, tra cui GARRISON di amici e dove  siamo stati premiati con il Premio della critica FRANCO BATTIATO. Un premio prestigioso quest’ultimo il cui valore inestimabile ha raccolto intorno al gruppo numerosi consensi tra i giurati e nuovi programmi per il futuro… Un futuro verso cui i ragazzi puntano, accompagnati sempre dalla grandissima esperienza e professionalità del loro manager Daniele Morelli (oltre che da Paolo Formia e Domenico Trotta) ; una personalità quella di Morelli, di punta nel mondo della musica e dello spettacolo che da tanti anni a questa parte ha visto crescere molti artisti emergenti che lui stesso ha guidato.

Sonia Bellin

INTERVISTA A SAVINO VALERIO

E dopo il successo europeo che continua anche in queste ore, ecco con noi il fondatore del Plaza de Mundo project, il compositore  Savino Valerio a cui abbiamo rivolto qualche domanda…

Ben ritrovato Savino, allora, innanzitutto come ci si sente ad avere così tanto successo a livello europeo con brani strumentali che stanno incantando così tanti ascoltatori..?

La sensazione è come quando in un momento meno inaspettato che  magari, avevi anche dimenticato… si presenta una persona a te cara o ricevi quella notizia che aspettavi da tempo. Ringrazio con affetto vero e con il cuore tutti gli ascoltatori e tutti coloro che mi seguono attraverso i canali social You tube, Instagram, Facebook, spotify.

“27 September” è stato il primo di quest’ondata di pura emozionalità dove le protagoniste essenziali sono le emozioni, che viaggiano parallelamente ai nostri sogni…I sogni di chi con la musica si muove verso un altrove….

Amo sognare, forse è un handicap o un plus ma comunque come cita un testo di una canzone “Ho imparato a sognare, Che non ero bambino, Che non ero neanche un’età………C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò…” Con la mia musica provo a creare atmosfere e sonorità che inducono l’ascoltatore al sogno, alla riflessione al viaggiare in mondi paralleli, diciamo ad evadere dalla routine.

“Every Way”, “My Soul” e  “Life’s embrace” sono brani che sembrano avere una sorta di continuum temporale….

Si in effetti fanno parte di un periodo ben preciso in cui ho voluto ricercare l’essenza della vita, il senso anche se in fin dei conti è proprio l’imprevedibilità di essa a renderla speciale.

Che cosa dire invece su “Coscience”…Un pezzo che sembra far emergere proprio la nostra coscienza, tanta è l’intimità che la strumentazione riesce a creare…

“Conscience” nasce come colonna sonora per uno spettacolo teatrale L’ego, tratto dalla coscienza di Zeno magistralmente portato in scena dalla compagnia AttoReMatto di qui appunto l’interrogarsi sulla nostra coscienza.

E prima di chiudere parliamo ovviamente dell’ultimo singolo, il brano dal titolo “QUITE OF SUBWAY”   rilasciato soltanto qualche settimana fa ma che già sta sbaragliando le classifiche europee dei brani indipendenti… un brano con un cortocircuito musicale, la cui energia cangiante si inerpica in territori sconosciuti…

“Quite of subway” in realtà vuole essere una sorta di contraddizione che in certo senso caratterizza proprio la vita delle metropoli., ho pensato così di strutturarlo con un ritmo drum&bass al quale si contrappone il suono della tromba ,di Michele Nicolai che ringrazio per aver fatto parte di questo progetto, che emerge dalla frenesia ritmica, la metropoli.

il tutto poi in una parentesi di quiete apparente perché poi tutto riprende.

Link social:

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INTERVISTA A MAURIZIO LUCIANO

E dopo una breve pausa, ecco che possiamo dare un caloroso benvenuto ad un cantautore, la cui sensibilità si esprime in canzoni dai toni leggeri e pacati, con testi che si avvicinano alla poesia, come dimostra l’ultimo singolo presentato in radio dal cantautore proprio in questi giorni….

Ben ritrovato caro Maurizio…

Come anticipato nell’introduzione, sei qui per presentarci il tuo nuovissimo singolo il cui titolo è “Con l’amore che provo per te”, un brano che nel mood, rispecchia molto la tua attitudine musicale degli ultimi anni…

Ho sempre definito la mia musica sperimentale perché sono stato, e sono tuttora, sempre alla ricerca delle sonorità più consone al mio modo di scrivere; e per quanto le mie canzoni abbiano avuto ritmica e arrangiamenti eterogenei, sicuramente il leitmotiv di tutti i miei brani è quello di facilitare la riflessione, la distensione. 

Il titolo del brano, già ci inoltra nel territorio variegato dell’amore, dove ogni aspetto andrebbe indagato e analizzato con cura e tu, possiamo ben dire, lo fai con una delicatezza unica… Che cosa, si chiedono gli ascoltatori, rende le tue canzoni così pacate nello stile e allo stesso tempo così profonde…?

Cerco di raccontare le emozioni con le parole, descrivendo immagini, situazioni; gli affianco una melodia e un’armonia che possano esprimere altrettanto; lo faccio istintivamente, mi riesce naturale comunicare così.

Come appunto spiega il titolo, questa è una canzone che parla d’amore, un valore spesso mal interpretato nella nostra società e al nostro tempo, in cui sembra non esserci abbastanza tempo per prendersi cura delle persone per noi importanti… 

 Oggi si tende ad avere relazioni superficiali; in una coppia si ha paura di restare privi della propria libertà, perdendo di vista che una relazione è un sodalizio che ti permette di affrontare le avversità con più forza; così facendo, nel nome dell’autonomia, si rinuncia ad un progetto che porta con sé esperienze e positività. Lo stesso discorso vale anche nei confronti dei propri cari o di un’amicizia; la parola d’ordine nelle relazioni sembra essere superficialità; siamo sempre più spesso di fronte ad un fenomeno di vaporizzazione dell’empatia e dell’emotività.  

La poesia con cui descrivi i momenti che hanno reso la tua storia d’amore così indimenticabile, intersecano metafore che sembrano fotografie scattate sul momento…C’è un ricordo particolare che celebra il brano…?

Il brano celebra la quotidianità di una coppia che, a distanza di tempo dall’inizio della loro relazione, constata il buon livello di tenuta della loro relazione. 

 “Con l’amore che provo per te” è il secondo estratto dal nuovo album che però, come hai spiegato alla stampa, ha subito un lieve ritardo nella sua pubblicazione, anche per l’occasione che ti si è presentata di partecipare al Festival di Sanremo…Ti va di raccontarci un po’ questa avventura?

Non avevo mai avuto ambizioni sanremesi però avendo un brano che affronta temi di attualità, sollecitato da chi condivide con me questa passione per la musica, l’ho presentato alla selezione del festival, tutto qui; poi il finale della storia è noto, non è tra i concorrenti.

Tema principale del tuo nuovo singolo non è solo l’amore passionale, ma soprattutto quell’amore fonte di gioia quotidiana… Quell’amore che rispecchia il nostro quotidiano…

 “Con l’amore che provo per te” è un testo che “stricto sensu” parla dell’amore tra due innamorati, del loro quotidiano; ma che, nella prima parte dell’inciso, esprime una constatazione sul deficit di amore, in senso lato, che c’è nel mondo (n.d.r. “con l’amore che provo per te riempirei il vuoto nel mondo…”).

C’è una frase di Madre Teresa di Calcutta che dovremmo tenere sempre presente: “Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande amore”; basterebbe applicare questa massima con costanza per provare la gioia quotidiana.

 Prima di salutarci, concludiamo con alcuni aneddoti riguardanti il nuovo disco in progetto…Quali saranno gli argomenti affrontati e quale sarà lo stile musicale…?

 Saranno dieci brani che tratteranno temi relazionali, sociali, di attualità; sempre nel mio stile, sperimentale-pop. 

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