“CRISALIDI”

Il mondo del rock ha le sue tradizioni. Eccessive per lo più, a volte nocive, altre volte talmente spettacolari da risultare geniali. Ed è così che si vanno a creare i miti. Gente che non solo ha qualcosa da dire e lo dice bene, ma che è capace di modificare il modo attorno a sé creando uno spazio irraggiungibile, una distanza impossibile da colmare se non con l’imitazione. Foschia ha carattere e stile, sa cosa cerca ed è pronto a mostrare i denti pur di raggiungere il suo scopo: affermarsi. Ascoltandolo si ha la sensazione che il suo prodotto, Crisalidi, possegga la solidità necessaria a sostenere il peso del successo. Una movimentata base ritmica scuote i sensi dell’ascoltatore che si ritrova all’improvviso nell’occhio di un ciclone impazzito che spara rime neanche ne valesse della sua vita. O forse è davvero così?  Voglio dire. É peculiarità di ogni artista quella di sviscerarsi per raccogliere ogni goccia di esperienza e anche in questo caso Foschia ci mette l’anima. Non si risparmia. Parte a razzo, con una rabbia dovuta dal fatto di essere stato usato. Non mitiga la situazione con dolci e melliflue parole, lui è una falce che taglia teste, è una mitragliatrice nascosta dalla nebbia, che ruggisce e vomita piombo. Lo ascolto con attenzione cogliendo le piacevoli armoniche della sua voce, così graffiante che in un’arena non sapresti dire se lui è la tigre o il gladiatore. Forse entrambi, sta di fatto che noi possiamo solo ammirare e sollevare il pollice per lo sconfitto, perché la battaglia avrà in ogni caso un finale epico ed emozionante. Crisalidi è un’avventura, una corsa su un treno dalla direzione sconosciuta, è una giostra dove andare a sfogarsi menando pugni a un pungiball arrugginito, ma che alla nostra prova di forza risponde rallegrandoci la giornata.

Oliver Alex fabbro

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