Alfonso Oliver è un artista eclettico. Ha un’ottima competenza vocale ed è un vero professionista. Assieme alla sua adorata moglie Lidia Ignatenko, ha deciso di proporre al suo pubblico una versione rivisitata della celeberrima Bella Ciao. Trovo dolcissimo l’accostamento tra il legame amoroso e la resilienza. Mi spiego meglio. Ovunque nel mondo Bella Ciao è sinonimo di resistenza, chi la canta lo fa con fierezza, non pensando più alle terribili conseguenze della guerra, o forse sì non so, ma credo oggi sia diventata un simbolo di solidità, di robustezza se vogliamo. Questo simbolo si rispecchia nel rapporto tra Alfonso e Lidia, un amore forte, che nulla teme. Lo cantano in coppia i due, alternandosi tra l’italiano e l’ucraino, seconda patria di Alfonso, dove ha trovato fama e fortuna, amore e sicurezza. Cantano di questo i due sposi e lo fanno con trasporto e originalità. Ascoltandoli si ha la sensazione che l’intreccio sia inevitabile, che siano come comete destinate a scontrarsi. Insieme creano universi. Lo fanno su una musica che risulta nuova anche se già sentita. Alfonso arrangia la melodia trasformandola in qualcosa di epico su cui confermare i propri sentimenti. La loro è una sorta di promessa eterna che chiunque può ascoltare. Non pronunciano vane parole, le incidono affinché restino per sempre dell’etere, come il loro amore. A pochi giorni dal compleanno di Alfonso, mi appresto a terminare questo scritto. Gli auguro una giornata felice e il successo che merita. Saluta la tua bella, combatti per ciò che ami, rinasci come un fiore.

Oliver Alex fabbro

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