“Quando sembra che tutto il mondo ti stia per cadere addosso dietro un angolo, d’improvviso spunta una mano che ti portera’ alla salvezza. Crederci sempre Jane questo lo sa’ e ce l’ha fatta……”
Sono queste le parole con le quali Armando Calabritto, in arte ARMY, spiega il suo ultimo singolo che reca come titolo, semplicemente “Jane”. Una canzone le cui movenze sono trascorsi di vita che si affiancano uno all’altro per dar luce ad una sorta di fotogramma interiore, dove scorrono immagini variopinte, perché mai lo stato d’animo, avrà un colore unico.
Le immagini riportate dal cantautore – che in questa occasione si riveste nuovamente di rock, dando libero sfogo ad assoli intensi, tali da adagiarsi sulle corde del cuore fino a farle vibrare – sono immagini pregne di speranza, che si riflettono in emozioni mai sospese, ma sempre espresse in modo libero e spontaneo, come il rock di Army ci ha da tempo insegnato.
Un suono che, pacatamente introduce alla nuova scena indie rock, per poi insinuarsi nel rock più classico, ma senza mai rifugiarsi in sonorità già riviste: i suoni di Army sono pura sperimentazione focalizzata su un crescendo armonico.
Il testo di “Jane” in particolare, persegue in modo lineare tale obbiettivo, riflettendo contenuti meditati e su cui meditare; nel nuovo singolo di Army si parla non solo di speranza, ma di come potersi rialzare quando tutto sembra crollarci addosso, perché è proprio in quei momenti, quando vediamo tutto nero, quando anche l’ombra del sole ci appare soltanto come un’ombra e non come il rovescio di un raggio di luce… proprio in quell’istante possiamo respirare un vento caldo pronto a scaldarci il cuore, ricordandoci che non dobbiamo mai smettere di cercare quella luce vera.
Sonia Bellin
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