Si intitola “La mia  filosofia” e si tratta del primo singolo pubblicato dal giovanissimo Andrea Di Profio.

 Nato  a Torino il 3 maggio 1996, Andrea fa capire ben presto le sue ambizioni; ancora bambino lo zio gli regala una tastiera, che inizialmente usa solo per giocare, tuttavia, da adolescente, il suo professore di musica delle medie, il  maestro Dario Lavesero, lo avvicina a quella che diventa subito una passione: suonare. “Ricordo che vedendolo  suonare mi entusiasmavo e volevo imparare anche io. Con la musica è stato sempre un rapporto intrigante: più cose imparavo più ne volevo imparare. …” racconta amorevolmente Andrea tornando indietro di qualche anno e ripensando ai suoi primi passi con la musica.Durante la scuola media il ragazzo impara le nozioni base, per poi continuare lo studio e cominciando  a prendere lezioni private, sempre col maestro Lavesero, con  il quale ha modo di apprendere non solo come  suonare, ma anche come cantare e comporre.

Andrea viene poi affiancato da un’altra insegnante, ovvero Ottavia Bellisario, che lo introduce al solfeggio, mentre al momento, Andrea sta portando avanti  lo studio di  canto lirico, pianoforte e solfeggio con il maestro Lavesero.

Particolare è la scelta di Andrea, di fare uso di un pianoforte lungo più di sei metri che si suona con i piedi e che suona assieme ad altri strumenti, tra cui la tastiera, la batteria, basso, ukulele e armonica a bocca.

 “La mia filosofia” è il singolo con cui esordisce il giovane artista, scritto per lui dalla cugina Mara Callà, un brano attuale e di tendenza, soprattutto per il testo e per la profondità che questo arreca. Viviamo in una società in cui, già alla nascita, il nostro percorso di vita è prestabilito da ciò che, per la massa, viene definito “normale”. In realtà siamo soggetti unici che, sì devono sottostare a determinate regole o dinamiche sociali, ma che hanno sogni, ambizioni ed esigenze che non sempre rispecchiano i canoni sociali.
“La mia filosofia” parla proprio di questo: un ragazzo che crescendo si rende conto che i suoi sogni e la loro realizzazione un po’ si scontrano con questi paletti sociali.
Nonostante ciò crede in sé stesso e in ciò che fa e va avanti per la sua strada, perseverando verso i suoi obiettivi “col cuore impavido”, perché non è facile quando gli altri non comprendono la tua ambizione e ciò a cui rinunci per essa .

Sonia Bellin

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